1. Una giornata alle terme - Capitolo 6


    Data: 12/03/2019, Categorie: Altro, Etero Sesso di Gruppo Lesbo Sensazioni Autore: Dedalus, Fonte: RaccontiMilu

    Martina ingoiò lo sperma che continuava a uscire dalla punta del cazzo, lasciandolo scivolare in gola, deglutendo piano. Il vibratore che aveva infilato nella vagina continuava a pulsare. Aveva già avuto tre orgasmi. L’ultimo aveva spruzzato di umori le lenzuola del letto. Sentì il pene di Alberto dare ancora qualche sussulto per poi riposare quieto tra le sue labbra e si sfilò il vibratore gocciolante di umori. Quel pomeriggio avevano deciso di non fare l’amore, ma solamente di darsi piacere a vicenda. Non era la prima volta che lo facevano, anche se era da molto tempo che Martina non decideva di utilizzare il vibratore. Lo avevano comprato insieme anni prima, durante un viaggio ad Amsterdam, in cui erano entrati incuriositi in uno dei tanti sexy shop della città, piacevolmente sorpresi che all’estero, a differenza che in Italia, vi si potesse entrare senza sentirsi dei pervertiti o dei cospiratori. Avevano fatto un giro tra gli scaffali, tra riviste e dvd, avevano sfogliato interessati alcuni album con disegni molto espliciti ma al contempo raffinati, e si erano poi diretti verso il reparto oggettistica. Martina e Alberto non avevano mai usato oggetti, né avevano mai pensato di farlo, però, davanti a quel vasto assortimento di dildo, vibratori e falli delle più svariate forme e misure li aveva presi una strana euforia e così d’impulso avevano acquistato un vibratore di medie dimensioni (un po’ perché Martina era rimasta un po’ perplessa da quelli che aveva definito ...
    ... ‘decisamente enormi per lei’ e un po’ perché gli sembrava il migliore per cominciare), decisi a utilizzarlo le prossime volte che avessero fatto sesso. La commessa, sorridendo cortese, aveva infilato il vibratore azzurro in un’anonima busta di plastica nera e loro due erano usciti contenti ed euforici, come se avessero fatto una memorabile trasgressione. E per loro, a quel tempo, lo era. La serata con Giada aveva lasciato Martina in uno stato di attesa e tremore, completamente immersa in sensazioni inedite per cui sapeva di avere bisogno di tempo per metabolizzarle. La mattina dopo si era svegliata con il corpo nudo dell’amica a fianco, ma sparito l’effetto dell’alcool e dell’adrenalina che l’eccitazione della sera prima aveva scatenato, si era sentita leggermente a disagio. Si era vestita in fretta e aveva messo su la colazione per sé e per l’amica. Anche Giada, quando si alzò pareva meno baldanzosa della sera prima, sembrava quasi impacciata. Si erano sedute al tavolo e avevano fatto colazione in silenzio, ciascuna immersa nei propri pensieri. Ben presto però l’antica amicizia e la confidenza aveva preso il sopravvento e le due amiche si erano messe a ridere di quanto avevano fatto. Erano felici di come fosse andata la serata e, lasciandosi con un casto bacio sulle labbra, si dissero che entrambe avevano bisogno di metabolizzare questa nuova situazione e che quanto era accaduto, per quanto estremamente piacevole ed eccitante, avrebbe potuto ripetersi o anche no. Nessuna delle due ...
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