1. Libera


    Data: 10/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: scopertaeros69

    ... ripetutamente, portandoti al confine del dubbio, che io possa dimenticarmi di te per il mio piacere, ma puntualmente ti lascio andare per soddisfare la tua fame d’aria e ricominciare ancora ogni volta un po’ di più….nella tua bocca resa scivolosa da quella saliva che cola dal tuo mento sui seni costretti nelle corde. Mi interrompo per alcuni secondi, solo per avviare il ronzio sommesso di quel dildo che prima hai ricevuto di dietro , tra i tuoi tentativi di sottrarti, inutili, perché sapevi che non avrei desistito, no non lo avrei fatto semplicemente perché tu non lo vuoi. Riprendo lo stupro della tua bocca mentre uno dietro l’altro sopraggiungono i tuoi orgasmi, il tuo corpo inizia a tradirti e quell’osceno serpente di gomma , risale vibrando il tuo intestino, sino al cervello. Ti guardo tremare e bloccarti all’improvviso mentre gli orgasmi iniziano a scuoterti, allungo la mano sotto tra le tue gambe, per ritrarla umida...magnifica nella tua oscena eccitazione. Potrei venirti nella bocca ora, so che berresti tutto anche a costo di soffocarti, ma non è questo che voglio, ed allora ti sollevo e buttandoti sul letto, emetti un piccolo urlo di sorpresa. Apro le tue gambe ...
    ... afferrando le caviglie, ed un momento dopo ti entro dentro, nessuna dolcezza, nessuna progressività, un affondo secco che porta i miei testicoli a sbattere tra l’umido delle tue cosce e il ruvido della corda che trasmette la vibrazione del dildo che tengono fermo dentro di te. Ti scopo , con furia, con veemenza, con l’egoismo del mio piacere, mentre i tuoi occhi sbarrati mi guardano e i tuoi gemiti ora trovano la strada delle tue labbra, ora libere. Spingo dentro di te con cattiveria quasi animale, predatoria, una sorta di mio urlo di impotenza...perchè tu sei la mia regina e per quanto schiava, sei tu che amministri il mio piacere. Ogni spinta è una rabbiosa provocazione a strapparti un altro gemito, un altro urlo strozzato o un respiro interrotto, non puoi opporti, non puoi stingermi graffiando la mia schiena o piantando le dita nelle braccia come usi fare quando stiamo per raggiungere l’apice. Vengo...stringendoti spasmodicamente a me nel mio ultimo singulto che segue l’ultima stilla di sborra nella tua fica… Il peso del mio rilassamento ti opprime mentre impietoso il dildo continua ad estorcerti un piacere quasi doloroso… giunge al fine la tua supplica… musica per il mio piacere. 
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