1. Dentro di me


    Data: 20/05/2019, Categorie: interviste, Autore: Mr Gwyn

    Lo specchio rimanda il riflesso della mia immagine, sono dieci minuti che mi sto osservando, la luce calda del led irradia il contorno. I capelli sono scomparsi anni fa, non è stato un dramma, anzi, quasi un sollievo, non devo preoccuparmi più di come pettinarli e sono sempre in ordine. L’ordine è un presupposto al quale non riesco a derogare se non con sacrificio, l’ordine per me è una riga dritta sulla strada, una camicia ben stirata, la barba fatta di fresco, le scarpe lucide, una casa spartana. La chiarezza è spesso sinonimo di ordine. Un ordine mentale, che rassicura, indica una via precisa. Il caos al contrario è disordine, assenza di regole, nel quale tutti possono fare tutto, fregandosene degli altri. Capita che il caos porti genialità, ma anche l’ordine può farlo, in maniera diversa, ma può. Edward Hopper ha dipinto quadri fantastici, nei quali ha colto l’essenza di un momento o un particolare, eppure era un borghese ordinario, che amava la vita ritirata e le letture, ma trovava la sua genialità nella disciplina del lavoro. Le sottilissime zampe di gallina che rigano appena il viso liscio e giovanile compaiono solo quando rido, la luce della finestra adesso illumina il bagno, m’infilo sotto la doccia caldissima. Mentre sono sotto il soffione comincio a piangere, Ho guardato dentro una bugia e ho capito che è una malattia che alla fine non si può guarire mai e ho cercato di convincermi che tu non ce l'hai gli altri, tutti gli altri sono un contorno più o meno ...
    ... piacevole, più o meno importante ma la nostra individualità è summa. E va bene così senza parole senza parole La mia infelicità, la mia insoddisfazione è affiorata in superficie, dopo essere rimasta sul fondo magmatico della routine, dell’abitudine e forse, quando era venuta a galla l’avevo spinta di nuovo in fondo per non vederla, ma dentro di me, ogni giorno, ero cosciente che c’era ed era solo questione di tempo prima che emergesse con tutta la sua forza. ma poi ho camminato tanto e fuori c'era un grande sole che non ho più pensato a tutte queste cose Sto provando lo stesso malessere che ho provato quando lo stare solo mi sembrava un'alternativa improponibile. Mi sento come se volessi partire per un lungo viaggio ma non riuscissi a trovare le chiavi della macchina, il biglietto del treno o dell’aereo, all’improvviso ho bisogno di aria, di ragionare solo in funzione di me, di preoccuparmi solo di me, di pensare solo a me, di qualunque sciocchezza possa aver bisogno, so che solo io posso regalarmela. E ho guardato la televisione e mi è venuta come l'impressione che mi stessero rubando il tempo e che tu che tu mi rubi l'amore Ieri sera mentre tornavo a piedi dal lavoro ascoltando la voce roca di Billy Idol che intonava: “Eyes without face”, all’improvviso ho sentito dentro di me una forza che mi riconduceva ad uno stato fetale, un sentimento nostalgico, come fosse l’unica strada per sentirmi al sicuro, protetto. Mi sono commosso, è stata una sensazione stranissima, che ho difficoltà ...
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