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Questo Bella non lo sa 2
Data: 12/06/2019, Categorie: pulp, Autore: senzaidentità
2. Maledetti il bianco e il nero Bella invece sa e teme di tutt'altro. Prima che venissero qui insieme Dasho aveva già a pendergli sul capo quel processo dovuto ad una notte all'Eur , l'ultima di scorribande fra tacchi chilometrici e minigonne, utili a esaltare caviglie eleganti e culi alti, in vendita alla fiera dell'est, mal coperti da impermeabili gialli anche se non piove. Lì tra quelle donne tre anni prima ha consegnato una banconota a Monica che non è altro se non una ragazzina coi capelli lisci e biondi esperta a succhiare. Succhia benissimo solo questo ma siccome Dasho ha il cuore che è di burro se l'è fatto sciogliere fino a rassicurare le esili membra di una prostituta, strappata alla sua Bosnia con tremende minacce e percosse, che le avrebbe avvinte tutta la vita nel suo abbraccio. Fino ad una sadica mattina di novembre, quando padre e fratello dalla città natale, con una telefonata gli chiedono di ritornare per prendere sposa Bella, secondo accordi fatti tra casate ripresesi lentamente dalla guerra civile e dalla fame grazie alla collaborazione di tutti i loro membri. Sui sedili scomodi della sua auto era arrivato per dire addio alla minuta Monica ma poi, stretto dalle cosce tornite, dalle labbra del sesso inebriante di lei, col volto a sprofondare nei suoi umori e nella preghiera di non farlo, aveva deciso che sarebbero andati a Ballsh insieme. A dire a padre e fratello che era spiacente ma la sua sposa era già scelta e che nonostante tutto erano pregati di ...
... amarla e rispettarla. Nemmeno ci arrivò a farle il biglietto, veloce verso la stazione e il treno. I binari arrugginiti e i fulmini che annunciavano temporali erano un sinistro avviso della fine. Avrebbe potuto dire “io di questa non so niente vado a Bari a prendere un traghetto.” Ma Dasho ha il cuore di burro e con un piede già sul vagone, osservato da un capotreno pronto a fischiare la partenza ha fatto un balzo indietro alla vista di Monica che si attardava. Sul viso bianco di morte e paura ha indovinato il destino della donna minacciata dalla canna della calibro di un protettore. Rapidamente ha recuperato il coltello celato tra la giacca e il petto, abitudine di sempre mantenuta da quando la guerra esponeva i ragazzi appena sedicenni al dover essere armati in ogni minuto anche del sonno. Al dovere di scattare in difesa di dimore, madri e sorelle. Schiacciati dal peso di Kalashnikov più grossi e pesanti di loro. La lama era poi stata dura a estrarsi dalla nuca del magnaccia, dura come il pane che tagliava mamma Neta la notte in cui seppe in realtà quella era una zia. Ma lui l'aveva estratta e riaffondata nel cuore del randagio, pareggiando i conti per la sua puttana. Consegnandole la libertà zampillante dall'arteria recisa, a fondo, ventricoli e mitocondri penetrati in un solo colpo. Estratta la lama di nuovo le labbra di lei erano state investite e rese scarlatte da quel rossetto al sapore di sangue. Ultimo dono dell'uomo che ha comprato il suo amore, alla fiera dell'est, per ...