1. Le dolci seghe di mia zia


    Data: 22/06/2019, Categorie: Etero Incesti Autoerotismo Autore: xillo11, Fonte: RaccontiMilu

    ... della porta mi avrebbe visto dal ginocchio a metà petto. Ero eccitato e avevo paura di non riuscire a controllarmi. Cercavo di tenerlo più dritto possibile cosi che potesse vedere le dimensioni e intanto continuavo senza sosta. Provai anche a gemere ma non sapevo se stesse guardando da donna eccitata o magari per poi farmi una ramanzina. Andai avanti fino alla fine. Quasi mi spaventai per la potenza e quantità dello spruzzo.Dopo qualche giorno, mi trovai in una situazione simile. Una mattina a casa, non dovevo andare all’università.Mia zia stava facendo le pulizie. Porta socchiusa e via.Avevo da pochi istanti iniziati che vidi l’ombra della zia dietro la porta, inizia a gemere e a masturbarmi in modo forsennato.Si spalancò la porta, io nudo sul letto con il pene durissimo in mano, mia zia mi guardava con gli occhi spalancati. Non sapevo più cosa dire, aprii la mano e lascia il pene, sempre durissimo, misi le mani sui fianchi.‘Scusa…, scusa…, non so…, sai è successo’ balbettavo, ero preso dalla vergogna ma allo stesso tempo lei era li davanti a me, io nudo e con il pene in erezione come non mai.La guardavo dal letto, era in piedi a due metri da me, una gonna appena sopra il ginocchio, camicetta bianca e sotto due bocce che mi avevano portato lontano nei segni.Lei, imbarazzatissima, ‘no, guarda…, è normale. Scusa dovevo bussare. Hai bisogno?’. Stavo per impazzire, in pochi secondi dovevo capire cosa volesse dire ‘hai bisogno?’. Non potevo certamente dire ‘zia finisci di farmi ...
    ... la sega!’. Dirle che non avevo bisogno sarebbe stato un errore che non potevo perdonarmi, vederla poi magari girarsi e uscire chiudendo la porta.Dissi ‘Beee’ – sembravo una pecora – ‘sai , sono solo…’, la zia fa un passo ancora verso il mio letto e dice ‘ti capisco, io sono sposata, ma è come fossi sola quando sono nel letto, non ti devi vergognare’.Si siede al mio fianco, mi passa delicatamente la mano sul pene e inizia a masturbarmi, qualche colpo e porto la mia mano, la punta delle mie dita, sul suo seno. Lei si ritrae leggermente e dice ‘Hai solo bisogno che finisca, sei già abbastanza eccitato’, sposto la mano e lei continua delicatamente, lentamente.Ogni tanto, senza mai fermarsi, rivolgeva il glande verso il suo viso, avrei voluto venire in quei momenti.Non mi trattenevo più, inizia a godere a voce alta ‘siiii zia, siiii brava, ti ho tanto sognata, siiiii’, arrivò l’orgasmo con uno spruzzo incredibile, mentre venivo leggevo nel suo volto una soddisfazione immensa per avermi provocato quel piacere. ‘Ti è piaciuto eh?’, ‘sei stata bravissima zia’. Si alza e se ne va.La giornata trascorse in modo ‘normale’.Il ghiaccio era rotto, la prossima volta non rimaneva che rivolgergli tutte le attenzioni che avevo sempre sognato.La mattina del giorno dopo, il pene bene in tiro. La chiamai ‘ziaaa, ziaaa’, entrò ‘hei, ci hai preso gusto?. Dai tanto la mia mano non si consuma e il tuo pene neanche’.Si sedette sul letto al mio fianco, con un braccio la stesi sul letto e con l’altro tra ...