1. La stanza rossa


    Data: 23/10/2017, Categorie: pulp, Autore: Tibet

    Cosa mi fece lasciare la super strada Firenze Siena quel giorno? Non un motivo razionale. Ero diretto a Siena, avevo un impegno e invece inspiegabilmente mi trovo sullo svincolo per Poggibonsi. Perché? Ora so, so il motivo, so che tutto era previsto. Quello che è difficile è renderlo comprensibile. Spiegarlo. Poi... sempre senza ragione mi vedo a far parte di un gruppo di persone che visitano il castello di Strozzavolpe. Seguo, ben ultimo, il gruppetto di persone che attornia il custode che fa anche da guida. Che ci faccio qui? Perché non me ne posso andare? Devo restare, seguire la guida, non ho modo di contrastarlo. Arriviamo alla Camera Rossa e la sento. Avverto la sua presenza, lei mi attende e mentre il custode racconta la sua storia, io la vedo, si sta materializzando lentamente in un angolo della stanza, invisibile agli altri, dapprima una lieve forma di nebbia colorata e poi via via... prende corpo, fino a formarsi completamente. Non ho paura. Riuscirò' a descriverla? La donna più bella che ho mai visto! Il viso pallido, eburneo, due occhi color del cielo, le labbra generose, scarlatte che risaltano in contrasto con il pallore del viso, i cappelli biondi che le cadono in lunghi boccoli gonfi sulle spalle, le spalle scoperte che fanno da scenario a due seni splendidi, spinti in su dal corsetto del vestito, due globi di tenera carne! E il resto del corpo? E' ricoperto dal pesante abito rinascimentale. Ma si indovina, si intuisce la sua sensualità prepotente, ho la ...
    ... certezza di due fianchi voluttuosi, di gambe slanciate, Poi... mentre il gruppo lascia la stanza, lei mi spinge contro la parete, fuori vista. Sento il soffio della sua voce... roca. -Finalmente! Finalmente... mio amato, finalmente sei tornato a me...- Sento la sua bocca, le sue labbra morbide, roventi di desiderio. La sua bocca che cerca e trova la mia, la sua lingua umida che mi esplora, la sento stringermi, i suoi seni schiacciarsi sul mio petto, le sue mani sulla mia nuca e le mie sono sui suoi fianchi, cercano le natiche, le sentono, piene, sode, sensuali. Con movimenti scomposti le alzo il vestito, raggiungo la sua femminilità, non veste altro se non il pesante vestito. Sento la sua conchiglia gonfia, calda, fremente, bagnata, le mie dita premono... forzano, entrano. Poi... poi...! E' solo frenesia! Lei che si spoglia frenetica del suo indumento! Le sue mani che strappano i miei senza riguardi! i corpi nudi che si scontrano! la sua bocca che mi sugge, la mia che beve il suo nettare! Io sotto sul nudo pavimento e lei sopra di me! Urla il suo piacere e sono suoni ferini, da belva! Si leva, passa una gamba sul mio corpo e... si impala, forte, senza indugi! Sento... la sua vagina contenermi come un guanto contiene la mano e mi monta... mi cavalca! E mi fa godere...! Sento il piacere salire ed esplodere! Urlo! Ma... godo! Godo e non eiaculo...! Nooo...!!! Rimango eretto... duro! La cappella violacea dall'eccitazione, tesa e lucida! Lei si inginocchia e mi sprona a prenderla ...
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