1. Incontri sul metrò di Torino


    Data: 10/09/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: beast, Fonte: EroticiRacconti

    Era già la quarta o quinta volta che, tornando a casa dopo un pomeriggio di studio a casa di Paolo, lo incontravo sul metrò. Ogni volta i nostri sguardi si incrociavano, ogni volta ci guardavamo un po’ più a lungo. Ormai era abbastanza evidente, c'era un certo interesse. Era un bellissimo scimmione, alto e prestante, si teneva alle manopole del metrò con la sua ventiquattrore in pelle e il suo completo grigio ed elegante. Doveva avere almeno una quindicina di anni più di me e si capiva che era un professionista di un certo successo. Mi ero già fatto una bella serie di fantasie su di lui, e ad essere sincero, una sera mi ero anche masturbato immaginandomi un rapporto decisamente più spinto di quei brevi, casuali incontri sull'affollato metrò delle diciotto e un quarto. Quella sera, preso da chissà quale raptus, senza pensarci troppo, gli feci un cenno, lui lo interpretò nel modo giusto, e alla fermata di Piazza Bernini scese dietro di me. Non ci avevo riflettuto, ma evidentemente il mio cervello, il mio stomaco o il mio pene, lo avevano fatto in mia vece, mandandomi dei segnali inconsci che avevano funzionato alla perfezione, facendo si che gli facessi quel cenno significativo. Inconsciamente il mio cervello si era fatto i suoi calcoli, e il mio pene i suoi sogni. I miei, approfittando del ponte del 25 aprile, erano andati a trovare gli zii di Milano e quindi in quei giorni la casa era vuota e a mia completa disposizione. Tutto sommato la cosa poteva funzionare e la mia  fantasia masturbatoria poteva trasformarsi in una insperata realtà. Mi rendevo conto benissimo dei possibili pericoli cui andavo incontro, portandomi a casa un perfetto sconosciuto, ma come sempre in questi casi era il mio pene piuttosto che il mio cervello a dettare le regole. presi la strada verso casa, con il mio sconosciuto amico che mi seguiva, mantenendo da me una distanza costante di una decina di metri, facendo finta di andare per la sua strada. Sempre fingendo di non conoscerci proseguimmo fino all'androne e di seguito fin dentro l'ascensore. Anche dentro la piccola cabina non ci scambiammo alcuna parola, solo i nostri occhi erano reciprocamente incatenati. Arrivato al quinto piano, davanti al portoncino del mio appartamento il cuore mi batteva all'impazzata, entro pochi istanti avrei saputo se il mio istinto mi avrebbe procurato dei guai o una serata di sesso indimenticabile. La mano che reggeva il mazzo di chiavi tremava leggermente mentre cercavo di inserire la chiave giusta nella serratura. Sentivo il suo sguardo ardente perforarmi la schiena. Spalancai la porta e fummo dentro. Accesi la luce e digitai velocemente il codice dell'antifurto, incredibilmente, nonostante l'agitazione lo imbroccai al primo colpo. Mi girai e lo guardai nuovamente negli occhi nocciola, il mio stomaco era pieno di farfalle che con le loro ali leggere mi solleticavano sfrenatamente dimostrando tutta la mia agitazione. Sollevai titubante una mano e la posai sul suo petto. Istantaneamente sentii ...
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