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Zio Franco, sessualmente mai stanco
Data: 30/11/2019, Categorie: Etero Autore: Franco018.
... no ed io glielo confermai, così lei stabilì che se gliele facevo io , non aveva obiezioni, se no niente da fare. Riferii a Luisa che accettò soddisfatta di non doverle praticare lei perchè proprio era una cosa che eseguiva assai malcontenta. Vedendo che la febbre saliva e scendeva di continuo, richiamai il Medico che raddoppiò le iniezioni così una al mattino e la seconda alla sera dopo cena. Quindi quel giorno fui io a farle quella dopo cena e Paola fu tranquilla e soddisfatta. Al mattino dopo le rifaccio l'iniezione che erano le ore sette essendo tutt'e due già svegli ma poi io, dopo la colazione, mi riappisolai sul mio letto. Mentre dormivo, sentii che il cazzo si stava gonfiando assai ed ebbi la sensazione che accadesse qualcosa che non capivo. Solo quando sentii che stavo sborrando tipo cascata di acqua, a fatica aprii gli occhi e vidi Paola che scorreva la sua bocca sul mio cazzo, con le labbra che straripavano di sborra. Quando finì mi fissò negli occhi che vide spalancati dallo stupore lasciandomi attonito e muto, incapace di comprendere se si fosse trattato di un sogno o realtà. Lei allora si decise e mi disse che quel gioco era il minimo che poteva fare per ...
... me, esprimendo così la sua gratitudine. Rimasi ad osservarla e, quando sentii che il mio cazzo si stava nuovamente eccitando, allora la presi sotto le ascelle e la sollevai fino a fare combaciare le nostre bocche, permettendo alle lingue di giocare tra loro. La baciavo, le accarezzavo i seni che poi scoprii vedendo che erano come albicocche ben tosti e con i capezzoli già induriti. La baciai poi sul collo, dietro alle orecchie, scendendo poi alla sua fighina già umida che leccai ciucciandole il grilletto che si raddrizzò come un cazzetto. Lei mi avvicino poi la bocca all'orecchio e mi disse che non era più vergine così potevo scoparla senza timore. Mi separai da lei per girarmi sul letto e prendere un preservativo al mio comodino. Fu Paola ad infilarmelo sul cazzo, aiutandosi magistralmente con la sua bocca sensualissima, labbra carnose e rosee da eccitare anche l'aria. Dopo che mi piazzai col cazzo davanti alla sua figa, la penetrai lentamente e, più avanzavo, più lei gemeva, sospirava. Scopammo come forsennati e ce ne venimmo insieme, godendo moltissimo. Quel giorno lo trascorremmo scopando non sò più quante volte ed è proprio vero che "l'appetito vien mangiando!".