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Al lavoro in bus
Data: 03/12/2019, Categorie: Etero Autore: Rodolfo
ANDANDO AL LAVORO Normalmente per andare al lavoro uso la mia macchina. Non mi piace aspettare gli autobus, la ressa, gli odori… Ma una mattina di Luglio sono stato costretto ad utilizzare i mezzi pubblici. Essendo un’ ora di punta, c’erano già molte persone in attesa quasi tutte con profumi non certo invitanti. Stavo per desistere e chiamare un taxi, quando si è presentata una ragazzina. Sembrava giovanissima, ma mi hai poi confessato di avere 20 anni. Aveva una mini che a malapena coprivano due lunghe gambe snelle, slanciate ed abbronzate; Il seno, piccolissimo, si intravedeva da una leggera camicetta. Aveva i capelli raccolti con due treccine, che le conferivano un’aria da bambina. Mentre ai piedi aveva dei sandali con poco tacco. Emanava un profumo di gioventù misto ad un profumo dalla fragranza inebriante. Mi sono lasciato travolgere da quella scia e come per incanto mi sono messo dietro di lei. Un po’ per gli scossoni del bus, un po’ perché cercavo un contatto fisico ho iniziato a fare la mano morta. Inizialmente ha cercato di evitare la mia mano, ma poi era lei che spingeva il suo culetto contro di me. Avevo il cazzo, che sembrava volesse esplodermi nei pantaloni. Ho iniziato a far scorrere la mia mano sulle sue gambe andando ad accarezzarne la parte interna. Più salivo e più lei si avvicinava. Con mia grande sorpresa e gioia ho potuto constatare che non portava mutande. La mia mano si è prima impossessata di quelle chiappe sode per andare poi ad esplorare una fica ...
... depilata. I miei diti la penetravano sia davanti che dietro e sentire il suo orificio anale stringere la mia falange, mi faceva andare fuori di testa. Si è girata, mi ha offerto la sua bocca da baciare e mentre continuavo a masturbarle la vagina ed il culo ho cominciato a massaggiarle il seno. La cosa non poteva continuare per il timore di essere scoperti, ma non avremmo voluto assolutamente smettere. La sua fermata era prossima e candidamente mi ha chiesto di seguirla. Siamo scesi e ci siamo recati nel suo appartamentino. Mi ha detto di essere una studentessa universitaria e di essere venuta qualche volta nel mio studio alla ricerca di un impiego part- time , che le permettesse di mantenersi agli studi. Era da un po’ che aveva messo gli occhi su di me e quando mi ha visto in coda per salire sull’autobus aveva cercato in mille modi di venirmi vicino trovando anche il tempo di togliersi le mutandine, che mi mostrò togliendole dalla borsetta. Abbiamo ripreso là dove avevamo interrotto. Si è spogliata mettendo in mostra un corpo acerbo, ma ben fatto. Il ventre piatto, la fica depilata e un culetto a mandolino compensavano la quasi mancanza di seno. Mi ha tolto i pantaloni, la camicia e gli slip ed a cominciato un super pompino. L’ho presa tra le braccia ed in piedi l’ho rovesciata su di me in modo da avere un panorama completo della sua fica e della sua rosetta. Come zombi ci siamo portati in camera da letto dove abbiamo continuato il nostro 69 rotolandoci nel letto. La sua lingua ...