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Ode al culo
Data: 07/12/2019, Categorie: Poesia, Autore: scopertaeros69
Tempo è giunto ormai si conviene, di argomento cui mio pensier tiene. Parlo di te, troppo a lungo bistrattato, boccone di sesso goloso e prelibato. Fatto non fossi per essere sol appoggio di comode sedute, ne’ sol pur di utili e necessarie fuoriuscite, ma guardato e ammirato, bramato e voluto, divin culo vado or, a glorificarti risoluto. Che tu sia marmoreo o generoso di forma, come calamita, chiami man a stampar orma. Molto si è detto su quel che dev’esser, tuo corretto vision d’aspetto, tondo, a pera, sottile, generoso e mille altre ometto, altrettanto si è scritto suoi tuoi numerosi nomi, da solco di pesca, mele , ed altri da menar in manicomi. È indubbio, tu sei parte di noi, quella di sotto, che ogni passion carnale, suscita ed addotto. Rifugio temerario d’ ogni cazzo avventuroso, abbisogni corteggiarti, per rissarti amoroso, rivaleggi di disio a bocca e fica parigrado, che non v’è dubbio, in estasi in te cado. E se carne palpitante, per limiti dev’esser negata, non ti doler, se non di diametro, c’altro sarà affogata. Sia esso per necessità strapon, pug, dildo, o semplice dito, ancor non ti doler, il percorso di piacer non è finito. Che labbra e lingua non ti sdegnino di baci ardenti, come al pari la tua chiappa negherai mai ai denti. Concludo quindi con sommo gaudio e gioia anale, che il piacer così profondo sia mai sol eterosessuale.
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