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Le voglie fotografiche di irene
Data: 17/12/2019, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: markmilano00
Ho conosciuto Dario ad un pranzo di lavoro grazie ad una conoscenza comune, in un freddo pomeriggio di gennaio. 50 anni portati bene, un grande senso dell’umorismo e con un unico difetto, quello di toccarti mentre ti sta parlando, cosa decisamente mal sopportata dal sottoscritto. Per tutta la prima parte del nostro incontro parlammo di lavoro, confrontandoci su come i miei servizi si sarebbero potuti incastrare con le sue esigenze. Fu una bella chiaccherta, costruttiva ed utile, a differenza della maggior parte di quelle occasioni. Quasi sul finire del pranzo mi chiese se avevo ancora 10 minuti di tempo perché sua moglie Irene stava per raggiungerci, acconsentii di buon grado. Dopo una buona mezz’ora (ah le donne…) la moglie ci raggiunse, presentandosi a me in modo quasi timido facendo sembrare quasi forza il ‘doppio bacio’ sulle guance che chiamai avvicinandomi a lei. Baci anticipati da un profumo che calzava perfettamente con personaggio; bella donna, magra ma con un fisico ben scolpito da ore in palestra, ed un bel modo di porsi. Non indossava reggiseno e la temperatura esterna aveva agito sui capezzoli che, se pur piccoli, svettavano fieri dal maglioncino a dolcevita. Evitai di indugiare su quel particolare che un pochino mi imbarazzava, anche se per qualche minuto smisi di ascoltare il marito, che era diventato un fiume in piena. La osservai con attenzione, notando il rossetto rinnovato di fresco, e lunghe dita che terminavano con unghie color rosso fuoco. Parlammo per ...
... qualche minuto, e le raccontai le mie passioni e i miei hobby come di solito non mi capitava di fare, fino a quando Irene mi chiese l’età e il mese di nascita, partii dal mese presumendo che il suo desiderio era quello di capire il ‘segno zodiacale’ dicendo che ero di luglio. Luglio del 69. Sorrise dicendo: “Anch’io sono del sessantanove”, disegnando nell’aria il sei ed il nove come se fossero sdraiati. Fattore che in effetti mi mise (nuovamente) in imbarazzo. Il marito sorrise dicendo che sono tutti creativi quelli di quell’anno, decantando le mie lodi verso la moglie rispetto a quanto ci eravamo detti prima. Concludemmo il pranzo e Dario mi chiese di passare nel suo ufficio, che era a due isolati. Camminammo per qualche minuto, con Irene che sin da subito si misie in mezzo a noi, prendendoci a braccetto. “Che fortunata questa mattina – disse- a passeggio con due uomini così belli!”. Il mio imbarazzo continuò fino a qualche metro prima dell’ufficio, quando la donna si liberò per aprire il portone in cristallo che dava accesso all’ufficio. Una volta entrati il marito mi raccontò quello che facevano all’interno della struttura, tornando nella veste professionale in cui lo avevo conosciuto a pranzo. Irene continuava a squadrarmi, mentre io mi limitavo a ricambiare con sorrisi i suoi sguardi. “Scommetto che vai in palestra” disse. “No, non sopporto le palestre, sono una delle cose più distanti da me” risposi. “Strano, hai un bel fisico, belle gambe… e ...