1. Questo Bella non lo sa 6


    Data: 21/12/2019, Categorie: pulp, Autore: senzaidentità

    6. Per mestiere o per piacere. Fine. Le campane suonano a morte. Non realizza da dove venga questo suono, Bella né per quanto tempo ha dormito. Lui? Alza il capo e lo vede, immerso nelle lenzuola bianche fino agli occhi, strette a disegnare la linea delle labbra violacee, visibili sotto il lino trasparente. Bianco come senza vita, gli occhi fissi su di lei, mai prima d'ora le è apparso così diafano e le vene azzurre già visibili di solito sono rimarcate a sottolineare in fronte la colpa. La sta guardando con gli occhi di sempre, eppure troppo strani oggi. Stava per dire qualcosa lei ma lui fa segno con l'indice alle labbra. “Silenzio. Ora alzati e andiamo.” “Andiamo dove?” “Al funerale. Gina è morta. Noi dobbiamo esserci, nessuno forse più di noi è stato vicino a lei nell'ultimo periodo, noi dobbiamo farci vedere.” “Come è morta?” Sghignazza come un isterico però non le risponde. “Come è morta Gina?” Ripete lei. “È stato lui.” Dice Flori dal fondo della stanza indicando il fratello che scatta sul letto. “Non ti permettere. Che ne sai che sono stato io? Tu non sai chi sono io.” “La febbre t'ha mangiato il cervello? Lo so chi sei, mio fratello. Dasho come ti ha chiamato nostra madre.” “Neta non è mia madre.” “Si, si. La febbre gli ha mangiato il cervello “ Commenta fissando Bella che adesso si gratta i capelli e forse ha capito com'era possibile che esistessero due fratelli così diversi. E s'accorge delle fasciature, del sentore di disinfettante e medicine nella stanza. Si ...
    ... accorge che Flori ha fatto da infermiere per il resto della notte e del giorno trascorsi. Ma non riesce a dar credito all'idea che abbia ammazzato Gina solo perché non voleva vendere un locale che cadeva a pezzi né che si sia ammalato di questo. “Cos'altro c'è?” Gli domanda. “C'è che arriveremo tardi in chiesa se non ti alzi.” Le dice mentre s'aggiusta nei panni neri da lutto che evidenziano il pallore mortale. Le celebrazioni funeree non sono mai festose ma quella che onora la sua defunta padrona è uno strazio. Rischia che le gambe non la reggano davanti al parroco mentre sparge incensi polverosi nell'aria ballando attorno alla bara sulla cantilena delle preghiere. L'odore dei fiori, dolciastro,la porta quasi a rigettare mescolato al quello dei medicinali. “Che puzza.” Bisbiglia sorretta da lui. “Tu non hai mai sentito l'odore della morte, Bella.” Si che lo sento. In questo momento. Pensa ma non lo dice è rimasta esterrefatta a vederlo, ancora a lutto vestito mentre dava la mano al figlio della morta che non sospettava o non voleva sospettare di star intrecciando le proprie dita a quelle che avevano levato il respiro alla madre, felice e contento di poter tornare a sperperare nella capitale grazie alla nuova rendita e quasi sollevato dal dolore per la perdita. “I soldi fanno sentire subito meglio.” Le dice all'orecchio mentre se ne vanno. Bella è più nauseata da quell'ultima affermazione che da tutte le altre di poco fa. Condoglianze riesumate, con voce grave e afflitta, parole ...
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