1. Si può sapere chi sei?


    Data: 22/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: FinnTanner

    ... chiamò a raccolta tutte le sue forze, si alzò e con finta disinvoltura andò incontro al suo destino.
    
    Quando finalmente uscì dalla camera, con sua immensa sorpresa, Simone non si stava contorcendo per le risate sul divano del soggiorno. Invece lo aspettava scuro in volto sotto la finestra.
    
    «Ma come fai?» Gli chiese infuriato, senza lasciargli il tempo di pensare.
    
    «Cosa?» Alessandro non sapeva proprio cosa dire, dopotutto quello arrabbiato avrebbe dovuto essere lui, e iniziava ad esserlo veramente. «Sei stato tu ad entrare senza bussare. La porta era chiusa per un motivo.»
    
    «Tu stai facendo qualcosa,» Disse Simone ignorandolo, adesso sembrava confuso. «È da quando ci siamo incontrati che mi sento strano, mi stai bloccando?»
    
    «Cosa?» Alessandro era senza parole, quel ragazzo stava diventando sempre più strano e diceva cose senza senso.
    
    «Spogliati!» Gli ordinò Simone di punto in bianco, all’improvviso.
    
    Alessandro rimase immobile, per un istante si chiese se avesse sentito bene. «Sei pazzo?»
    
    «Hai visto, lo sapevo!» Lo sguardo di Simone si accese di curiosità. «Tu mi stai bloccando. Si può sapere chi sei?»
    
    «Tu sei pazzo, vado a chiamare un funzionario.» Alessandro non capiva una sola parola di quello che il suo nuovo compagno di stanza continuava a blaterare. Era persino arrivato a chiedersi se Simone non avesse intuito l’attrazione che provava nei suoi confronti. Forse quello era il suo modo contorto di chiedergli se gli piacevano i ragazzi. Ma scartò ...
    ... subito quell'ipotesi.
    
    «No… aspetta… scusa…» Adesso Simone appariva più indeciso che completamente fuori di testa. «Parlo a vanvera, sono solo stanco per il viaggio. Tranquillo.»
    
    Alessandro corrugò la fronte, dubbioso se proseguire per la sua strada e chiamare un funzionario o concedere il beneficio del dubbio a quello strano ragazzo dall'aspetto fenomenale ma decisamente matto. «D’accordo,» disse alla fine, lasciandosi scivolare su uno dei divanetti bianchi. «Ma non chiamarmi mai più “riccioli d’oro”!»
    
    Simone si rilassò e per la prima volta il suo sorriso si aprì mostrando i denti dritti e bianchissimi sotto le labbra rosee. «Oh, certo amico… e a proposito, bel cazzo!» Disse accennando col mento in direzione del cavallo dei pantaloni del ragazzo seduto di fronte a lui.
    
    Alessandro si irrigidì, non si era reso conto che per tutto il tempo la sua erezione era rimasta in piena vista sotto la stoffa sottile dei pantaloni. E di nuovo si ritrovò ad arrossire, con un nodo alla gola che gli impediva di parlare.
    
    «Non ti preoccupare,» disse Simone dopo qualche secondo di silenzio imbarazzato. «Ho notato il modo in cui mi guardi, e spero di non aver frainteso perché ti guardo nello stesso modo anche io.»
    
    «Cosa?» Alessandro ormai iniziava a sentirsi come un disco rotto.
    
    «Beh, mi sei piaciuto subito. Anche se mi fai sentire davvero strano e non ho ancora capito il perché.» Simone fissava Alessandro con intensità, studiandone ogni minimo particolare del volto, come se ...
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