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Compagni di stanza
Data: 28/12/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: devilrock
Quell' estate avevo trovato lavoro in un piccolo chiosco sulla spiaggia, per, diciamo, anche per pagarmi le ferie. Uno di quei lavori che durano una stagione, ma che ti permettono anche di divertirti. Dividevo la piccola stanza di una pensione con un ragazzo che avevo conosciuto l' anno prima e che mi aveva avviato a questa esperienza. Marco, un ragazzo tranquillo, simpatico e soprattutto con un gran numero di belle donne che gli ronzavano intorno. Ben presto, mi fece imparare tutti i trucchi del mestiere. Al chiosco, facevamo i turni anche con altre due ragazze. Chi la mattina, chi il pomeriggio e la sera entrambi eravamo in pista fino a tarda notte. A volte era stancante, non per il lavoro ma per le ore passate dietro al banco, però quella vita m piaceva. Poi con Marco mi trovavo bene. Una notte però, accadde qualcosa che mi lasciò di sasso... Tornammo alla pensione che erano ormai quasi le tre, ero praticamente distrutto. Dissi a Marco che una bella doccia era quello che mi serviva, prima di buttarmi tra le braccia di Morfeo. Andai in bagno, mi spogliai e mi buttai sotto la doccia. Passarono pochi istanti e sentii la porta del bagno aprirsi e attraverso la tenda vidi la figura di Marco, li, in piedi, immobile. Chiusi L' acqua, scostai appena la tenda, misi la testa fuori e chiesi se aveva bisogno... Lui sorrise, si tolse l' orologio e mi disse: "tu mi piaci Andrea, con te sto bene. Sono contento di passare l' estate con te".... Gli dissi che anch'io ero ...
... felice e che mi trovavo bene con lui, ma anche che se non gli dispiaceva, volevo finire di farmi la doccia.... Non finii la frase.. lasciò cadere l' asciugamano ed entrò in doccia con me. Ora, avendo giocato a calcio per anni, di uomini nudi ne avevo visti, ma mai da così vicino... "Posso?" mi chiese. Io non sapevo cosa rispondere, ormai era lì..."Andrea, non sapevo come dirtelo, ma tu mi piaci veramente, non ti voglio forzare a qualcosa che non vuoi, ma voglio che tu lo sappia...." Io guardavo Marco fisso, era una cosa mai provata prima... Prima ancora che potessi dire qualcosa, diventò serio e continuò:"Si Andrea, sono gay. Ma non devi avere paura di me. Ora te l' ho detto. Ora, se mi vuoi colpire in piena faccia, fallo! Io mi sentivo come sotto ad una campana di vetro, le sue parole mi tuonavano nel cervello... Marco è gay? E allora tutte quelle gran fighe che gli giravano intorno come mosche col miele? Decisi di non fare domande, ma soltanto di dirgli che io non avevo assolutamente nulla contro la sua natura e soprattutto che ne ora ne mai, avrei potuto o voluto colpirlo in faccia per questa cosa. Solo che così a botta calda, per me era una situazione strana, non sapevo ne cosa dire, ne cosa fare.. Dopo le mie parole, Marco sembrava mano teso, sorrise, mise le sue mani sui miei fianchi e mi disse: "Stai tranquillo Andrea, anch' io la prima volta ero un po' teso, fammi provare a dimostrarti quello che in questo momento provo per te, se non ti piace e non vuoi, ...