1. Dolcemente ruvido


    Data: 29/12/2019, Categorie: Etero Autore: MilfMiranda

    Luigi sarebbe rientrato il giorno dopo. Rientrava a casa praticamente dopo due settimane di trasferta. Per ingannare il tempo organizzai una serata fuori con le amiche e rientrai brilla verso le tre del mattino. Carla, mi scaricò davanti al portone, per poi ripartire appena mi vide entrare e chiuderlo. Mi tolsi le scarpe per non fare rumore. E scalza salì fino al mio appartamento. Ci misi qualche secondo in più a trovare le chiavi nella borsa, e aprì la porta un secondo prima che la luce della scala si spegnesse. Allungai la mano per accendere quella del mio ingresso, quando qualcuno mi spinse con violenza dentro, mettendomi una mano sulla bocca per paura gridassi.Pensai subito a Luigi. Pensai fosse rientrato prima per farmi una sopresa, ma poco dopo compresi, nonostante il buio che non era di certo lui. L�odore di quel uomo era forte, agro, come quello di chi indossa un abito asciugato male. Si era messo sopra di me, non toglieva ancora la mano da sopra la mia bocca e aiutandosi con le gambe, si era inserito con decisione tra le mie. Sollevandomi la gonna come meglio poteva.Con una voce rauca e profonda mi disse:�se urli ti ammazzo! hai capito?�feci cenno di si con la testa e lui lentamente tolse la mano dal mio viso. Puzzava di alcool, di sigarette e aveva le mani molto ruvide. Dal suo accento compresi che era del sud e certe volte non capivo affatto cosa mi diceva, perch&egrave usava un dialetto molto veloce e stretto.Provai a spostarlo, ma era praticamente un macigno su ...
    ... di me, e nel vedere il mio cercare di liberarmi, rideva, sostenendo che stavo perdendo tempo ed era meglio se impiegavo le mie forze per dopo.Si alzò, mi fece alzare e mi disse di portarlo in camera. �Non fare cazzate o non ne esci viva� continuò a ripetermi sino a quando mi gettò sul letto e si tuffò nuovamente su me. Strappò la mia gonna, la mia maglia con forza e furia, poi tirò il mio slip verso lui facendomi male. Trattenni un urlo, anche se fu l�unica cosa che avrei voluto fare. Mi tolse lo slip, mi girò e slacciò il reggiseno. Il suo arnese, lo sentivo premere contro il mio culo, mentre lui mi baciava sul collo, e cercava di leccarmi sul viso.Con le mani ruvide, scostò le mie natiche, appoggiò la sua cappella al mio buco e prese a spingere per fare entrare il suo uccello. �Mi stai facendo male, fermati� gli ripetevo senza essere ascoltata. Il dolore che provavo non era esagerato, ma temevo potesse farmi di peggio e quindi forse più per paura che resto continuavo a ripetergli di andare piano. Poi ad un tratto, decisi che era meglio se cercavo di giocarmi diversamente quella situazione. Mi imposi di rilassarmi e nel sentirlo spingere il suo uccello dentro al mio culo, presi a lamentarmi, ma questa volta di piacere. Poco dopo, oltre al mugolare, pensai di fargli degli apprezzamenti e nel sentirsi dire �continua, mi piace� � l�uomo allentò la pressione e forza su di me.�Ti piace il cazzo troia? Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto come ti sfondavo il culo! Ridimmelo che ti ...
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