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In moto
Data: 02/01/2020, Categorie: Altro, Etero Autore: robertino48
Sono da sempre appassionato di motociclette, veicolo di cui apprezzo i pregi e sopporto i difetti.Il difetto principale è che quando piove ci si bagna, inconveniente cui si cerca di ovviare con l�uso delle tute da acqua che, per funzionare, debbono essere intere e quindi maledettamente scomode da infilare e togliere, e debbono essere stagne e quindi, se impediscono all�acqua di entrare, impediscono anche all�umidità di uscire.All�epoca avevo trent�anni ed ero da poco fidanzato con una ragazza di tre anni più grande di me, Laura, anch�ella proprietaria di una moto, cosicché era stato naturale programmare, per la nostra prima vacanza estiva insieme, un tour motociclistico della Corsica.In vista della partenza, avevo regalato ad entrambi uno di quegli apparati interfonici che allora costituivano una novità, e consentivano di alleggerire i noiosi trasferimenti autostradali chiacchierando attraverso i caschi.All�alba di una splendida giornata ai primi di luglio, lasciammo la nostra città per imboccare l�autostrada che ci avrebbe fatto attraversare tutta la pianura padana, valicare gli appennini e raggiungere Livorno, per imbarcarci infine sul traghetto.La giornata era calda, e ci eravamo vestiti solo per proteggerci dagli insetti, quindi pantaloni lunghi leggeri e altrettanto leggero giubbino sopra una maglietta, stipando nei bauletti l�abbigliamento pesante e antipioggia.Nonostante l�interfono, dopo 150 chilometri l�autostrada ci aveva annoiato, e Laura mi propose di uscire ...
... e proseguire per un po� sulle stradine della pianura padana, aggiungendo�così ci fermiamo in un boschetto e faccio pipì, sai che odio i bagni pubblici�.Laura sapeva quanto mi piacesse guardarla mentre faceva pipì all�aperto e quindi aveva la certezza che avrei approvato il suo piano.La campagna era stupenda e, data l�ora, ancora deserta, e solo dopo un buon tratto Laura avvistò un boschetto invitante dove sostare.Ci addentrammo un centinaio di metri e Laura, scesa dalla moto, si abbassò i pantaloni offrendomi la vista del suo culo e, piegando solo un poco le gambe, lasciò ruscellare un rivolo di pipì luccicante nel sole ancora basso sull�orizzonte.La vista della rosellina tra le sue chiappe e delle labbra della sua figa vibranti per la fuoriuscita della pipì non poteva lasciarmi indifferente e quindi�����.Il sole cominciava a scaldare veramente tanto, le nostre effusioni ci avevano fatto sudare un bel po�, così, dopo aver ripreso la strada, alla prima osteria fu necessaria una sosta per placare la sete.Una prima birra servì per placare l�arsura, ma se ne rese necessaria una seconda per gustare appieno un ricco panino imbottito con il saporito culatello locale.Un�occhiata all�orologio ci fece rendere conto che eravamo in grave ritardo sulla tabella di marcia ed era necessario riprendere immediatamente la strada per non perdere l�imbarco, ma usciti dall�osteria trovammo una brutta sorpresa: il cielo si era coperto e minacciosi nuvolosi gravavano sopra gli appennini ormai in ...