-
La prima richiesta
Data: 04/01/2020, Categorie: Etero Autore: ilrosso
La prima richiesta. Riporto alla mente frammenti di te, vorrei descrivere i miei sentimenti, le fondamenta della mia anima, mi hai colpito, duramente colpito. Sono ancora un ragazzo, sono d’animo puro, nonostante tu dica il contrario, confondi la sessualità con i sentimenti, quei sentimenti che combattono dentro di me, il mezzo che ci ha portato ad esprimerci, forse a conoscerci per quello che siamo, e cioè diversi, alternando lucidità alla più grande confusione, che tanto dolore ha provocato. Hai semplicemente, naturalmente deciso di dirli, svelarli, senza forse pensare, certo motivando per non essere sopraffatta, con una parola che indelebilmente mi ritorna a memoria, “vivisezione” non era nelle tue corde vivisezionare l’amore, che palla!!! Nonostante la mia difficoltà psicologica e fisica, tale era il momento, hai percorso la tua strada, hai dato campo libero alla tua voglia di vizio, con orgoglio hai deciso che il tuo traguardo era lì a portata di mano, convinta che ti avrei lasciato spazio libero. Così non è stato, era evidente, ora pensando ho la certezza che tu non mi conosca, come io non conosco te, abbiamo vissuto anni insieme senza conoscerci, due estranei. Avrei voluto dissolvermi piuttosto che vivere così, una disperazione continua e giornaliera, non mi era possibile amarti così, non mi era possibile viverti così, è quella forza dentro che me lo impediva, che tuttora me lo impedisce, una forza che trattiene e che annulla. Penso ai ...
... desideri, ai sogni, alle aspettative, che ne è rimasto? Niente, nulla e questo perché non riesco a reagire che in codesto modo, il solo modo che conosco, annientandoti nel nulla. Mentre le luci si spengono ricordo la prima richiesta, si la tua prima richiesta che rimarrà per sempre impressa nella mia mente. Volevi far l’amore con un altro uomo, volevi essere da me osservata, volevi che io guardassi, ti eccitava questa cosa, ti piaceva, sorridevi mentre lo dicevi. Pensavi che io potessi sorridere con te osservandoti baciata da un altro, magari mentre la tua lingua frugava nella sua bocca, mentre lui ti toccava, ti stringeva a se con il tuo consenso ed il mio, ti sarebbe piaciuto sentire il calore delle sue mani, di mani diverse sul tuo corpo, di mani non mie. Mentre continuavate a baciarvi mi sarei dovuto eccitare, trarne piacere, pensando a te come mia cagna ubbidiente, mentre io pensavo che sarei impazzito. Vedere le tue mani scendere lungo il suo corpo, lui sempre più eccitato, io ad osservare mentre le poni sul suo sesso, il sesso di un altro, sfiorarlo lentamente, guardandomi quasi ad umiliarmi, quasi per gioco, per prenderti gioco di me. Masturbandovi a vicenda, io seduto su una sedia avrei dovuto sorridere, purtroppo era piccola, stretta e scomoda, ascoltare le vostre parole, forti parole, sentire il profumo della vostra passione, dei vostri sessi, strumenti che suonano, senza pensare che quella sei tu, tu che davanti ai miei occhi doni il piacere ad uno ...