1. Una notte in treno


    Data: 08/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: ClaVal

    Sera d’inizio estate. Sono in partenza per recarmi in una città del nord. Arrivo in stazione, il treno è già sul binario e, quindi prendo possesso della cuccetta che ho prenotato. Spero di restare solo. Non è così. Il cuccettista mi informa che nel compartimento ci sarà un’altra persona. Di lì a poco, infatti, arriva il mio compagno di viaggio. Fortunatamente è giovane ed anche un bel ragazzo. Si chiama Paolo ed è di origine siciliana anche se vive nella stessa mia città. Scenderà alla stazione precedente la mia destinazione, una mezz’ora prima di me. Iniziamo subito a parlare in attesa della partenza e di riposare in cuccetta. E’ molto simpatico e ci troviamo subito in sintonia. Partiti, ci sdraiamo ognuno nella propria cuccetta continuando a parlare. Il cuccettista ci informa che la climatizzazione non funziona perfettamente e se dovessimo avere caldo ci potrebbe assegnare altre cuccette ma in un altro vagone. Per noi va bene invece rimanere lì. Dopo un po’ mi dice: “Ti confesso che l’idea di dormire con i vestiti in dosso non mi fa impazzire” “Condivido, non piace neanche a me” “Bè, visto che siamo solo noi, cosa ne dici se li togliamo e restiamo con gli slip? Sempre che non ti dia fastidio!!!!” “No no, nessun fastidio. Anzi ottima idea”. Ci spogliammo, restando in slip. Bel fisico e gli slip risaltavano le forme di una buona dotazione. Mentre continuavamo a parlare distesi, fui colto da un crampo al polpaccio. Immediatamente mi massaggio per alleviarne il dolore e ...
    ... risolvere questa difficoltà e Paolo prontamente si offre di aiutarmi nel massaggio. Si posiziona davanti a me, prende il mio piede e lo poggia sulla sua pancia( anche se proprio non ne aveva). Inizia a massaggiare il mio polpaccio, e devo confessare, con molta maestria. Forse i movimenti del treno, o forse no, il piede finisce sopra la protuberanza che Paolo aveva tra le gambe. Sento che il tutto inizia a crescere sempre più mentre lui inizia a muovere il bacino. Lentamente ma sempre più in modo pronunciato. A me non dispiace affatto, anzi comincio ad avvertire piacere da quel contatto. Pian piano mi rendo conto che è cresciuto ancor più e lo sento duro ed assecondo il suo movimento del bacino che si è fatto molto evidente e così facendo il cazzo ha iniziato a far capolino dagli slip. Ne sento la cappella sotto il mio piede. Spunta fuori sempre di più. Non so se è soltanto perché si muove con il bacino, se sono io con il mio piede o se lui che si si sta abbassando gli slip. Fatto sta che in breve ha il cazzo completamente fuori e con il piede ne avverto la lunghezza, la grandezza e la durezza. Direi che è marmoreo, talmente è duro. Ora sono più io a muovere il piede su quell’asta. Lui ha iniziato a massaggiarmi la coscia mentre io, con il piede continuo a massaggiargli il cazzo. Gli dico di fermarsi un attimo. Mi giro a pancia sotto e lo invito a riprendere il massaggio. Nel farlo vedo il suo arnese. Grosso, diritto e duro. Riprende il massaggio sulla mia coscia e piegando la gamba ...
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