1. La professoressa Francesca al cinema


    Data: 09/01/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: mikimark

    ... Federico! Lui, il mio uomo, è fuori città per tre giorni. Mandami dopo un messaggino per l'appuntamento di stasera. E anche il cinema e il film. Mi raccomando�" "Non si preoccupi, prof! - si commiata il giovane uomo con un sorrisetto - Ce ne occupiamo noi. Di tutto. Anche del dopo cinema, se lo vorrà. Lei è completamente libera, se ho ben capito�" "Ehi, ragazzini - lo rimprovera ancora una volta con un sorriso - . Non mettetevi strane idee in testa� Sono la vostra professoressa e sono fidanzatissima!"Il messaggino non tarda ad arrivare. E' Federico a scrivere alla professoressa. "Tutto ok. Stasera alle 20 in piazza Verdi di fronte il monumento. Il cinema è lì vicino. è piccolo e poco frequentato perché propone film un po' impegnati e datati. Adatti ad una insegnante come lei. Ps. Gradito abitino con gonna bianco. Grazie. Federico".L'ultima richiesta fattale dal ragazzino la sorprende ma non troppo. Del resto lei ama le gonne e i vestitini un po' corti. Solo a scuola, per ovvi motivi di comodità, preferisce indossare i calzoni. Per sua comodità, quando è seduta alla cattedra. Ma soprattutto anche per un altro motivo. Le poche volte che aveva indossato gonnellini o vestitini un po' più corti aveva provocato il subbuglio tra gli alunni maschi e l'invidia tra le femminucce. Soprattutto quando aveva distrattamente accavallato le sue belle gambe. Aveva sentito gli sguardi dei maschietti su di sé, in particolare sui pertugi che la gonna lasciava tra le sue pieghe. Ciò l'aveva anche ...
    ... un po' divertita.I ragazzini erano curiosi e tentavano in tutti i modi, anche spostandosi vistosamente, di scoprire il colore dell'indumento intimo della professoressa. Lei usava, allora come oggi, il perizoma bianco di pizzo, abbinato a calze autoreggenti di una finissima seta bianca. Ma tutto questo i birbanti non riuscivano a scoprirlo e si accontentavano di ammirare le sue belle cosce gentilmente offerte loro e parte delle calze che loro non sapevano essere autoreggenti. Il solo pensiero che la donna di fronte a loro indossava quel tipo di calze li avrebbe sconvolti ed eccitati. Dodici ragazzini, adolescenti e in calore, ma soprattutto già maschi fatti, non avrebbero faticato a manifestare lì tutto il loro piacere.Anche lei una volta, vedendo quei rigonfiamenti nei calzoni degli ometti, si era turbata e trasognante si era rifugiata nel bagno degli insegnanti. Si era accarezzata, toccata tutta. Anche il clitoride. E aveva goduto immaginando contemporaneamente quei dodici giovani uccelli ingolfati perché strapieni di liquido seminale e prigionieri nelle mutandine. E nel momento del delirio dell'orgasmo era lei che li aiutava. Prima abbassava loro i calzoni, poi le mutandine. Allora prendeva in mano l'uccello di quello che le sembrava più vicino all'orgasmo. Era quello di Paolo. Gli sorrideva comprensiva. Aveva capito che lui, così, non riusciva proprio a schizzare. Lo scappellava dolcemente ed iniziava a fargli una lentissima sega. Finché sentiva la sua mano bagnarsi. Lui ...
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