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In visita all' antica torre romana
Data: 10/01/2020, Categorie: Etero Autore: 1ely3n7
... secrezioni vaginali bagnarono le sue labbra. Lui si alzo’ e mi baciò sulla bocca. Potevo sentire il sapore della mia figa sulla mie labbra. Mi inginocchiai e in un unico gesto infilai tutto il suo membro nella mia bocca per tirarlo subito fuori con un succhiotto finale sulla cappella. Lui godette molto e vidi che il suo pene era diventato turgido. Io tenni fermo il suo pene con la mia mano destra, mentre con le labbra lo percorrevo tutto sù e giu’ come se con la bocca gli stessi facendo una sega. Alternavo bocca e mano e lo sentivo diventare sempre piu’ duro, poi ripresi il mio pompino, succhiando la cappella e poi spingendolo giu’ fino in gola. A quel punto lui, lo tolse dalla mia bocca e mi spinse contro il muro. Mi prese in braccio. Io lo abbracciai e intrecciai le mie gambe dietro la sua schiena. Lui appoggio’ la sua cappella gonfia sulla mia figa. La mia figa era talmente bagnata che il suo membro scivolo’ dentro con molta facilità. In pochi secondi, lo affondò tutto dentro di me. Mi sbatteva con foga, con ardore, e io provavo brividi di piacere ad ogni colpo. Mentre ...
... penetrava in profondità dentro la mia figa, io lo baciavo con passione sulla bocca. Mentre mi scopava nella figa, le dita delle sue mani massaggiavano il mio clitoride. Io infilai la mia lingua nella sua bocca. Le nostre lingue si intrecciarono più volte mentre lui affondava sempre più dentro di me. Ad ogni suo colpo io godevo come una pazza…fino ad esplodere in un orgasmo meraviglioso durante il quale lo inondai del mio liquido di piacere. Lui continuò a spingere ancora per qualche secondo, poi venne anche lui e il suo sperma mi riempì la figa. Ci rivestimmo e uscimmo dalla torre. Il cielo era sereno. Aveva smesso di piovere. Appena usciti dalla porticina, vedemmo un uomo, con indosso la divisa da custode, che camminava in direzione della torre. Ci salutò e ci indicò una stradina che portava al lungomare. Evidentemente, ci aveva scambiati per una coppia di turisti, capitata lì per caso. Lo ringraziammo per averci dato quell'indicazione e lo salutammo. E, mentre il guardiano, ignaro di tutto, faceva rientro alla torre, io e Gianfranco, mano nella mano, ci dirigemmo verso la nostra casetta.