1. Un velo


    Data: 12/01/2020, Categorie: Etero Autore: Sturmundgrand

    Un velo, solo un velo e dall’altra parte c’era un mondo da scoprire. Mi capitava spesso di ritornare a casa a tarda ora. Il buio della Città era ormai sceso e le luci delle finestre e dei lampioni accese. Ancora vestito di camicia e cravatta appena scalzo corsi a cucinare ai fornelli improbabili pietanze a base di pasta, contornate con carne, verdura, tutte mescolate insieme. Dal mio cucinino fra uno schizzo d’olio bollente e un pomodoro da tagliuzzare guardai fuori dalla piccola vetrata il rassicurante buio illuminato del cortile. Alzando lo sguardo mi capitava spesso di buttare l'occhio su una finestra velata a circa una cinquantina di metri di distanza all’ultimo piano di un palazzo popolare. A volte intravedevo la sagoma di una figura femminile che passava nella stanza ed apriva le ante di un grosso armadio, a volte quelle di un uomo, mai tutte e due insieme.
    
    La cosa mi incuriosiva ma avendo tante cose ancora da fare, finito di cucinare mi sedevo al tavolo, mangiavo con la televisione accesa sul telegiornale e dopo aver preparato e lavato i piatti da bravo ometto di casa mi mettevo a fare le ultime incombenze del mio lavoro che non ero riuscito a sbrigare in ufficio. Quella sera, però feci abbastanza presto, erano le undici circa, quindi pensai che avrei avuto almeno un’oretta da trascorrere in santa pace tutta per dedicarmi al mio hobby preferito: scrivere. Volevo descrivere delle emozioni, dei sentimenti forti, passioni ma non mi veniva in mente alcun soggetto, ...
    ... così mi alzai dal tavolo di legno chiaro e mi diressi nel cucinino per bere qualcosa dal frigo. La finestra era aperta, entrava aria molto fresca autunnale che faceva un piacevole contrasto con temperatura eccessiva della casa. La sagoma di un uomo con la barba scura seduto sul letto stava proprio di fronte a me. Pensai che era la solita storia e mi voltai, invece…
    
    Una donna rimasta in slip e reggiseno gattonava coma una pantera sul pavimento verso di lui.
    
    Arrivata all’altezza delle sue ginocchia iniziò a strofinarsi come una gatta sulle sue gambe muscolose. L’uomo le indirizzò il viso con una mano verso i boxer colorati. La gatta iniziò ad annusare con il naso appiccicato all’indumento, facendo sorridere molto l’uomo che nel mentre si era sfilato un maglia a lupetto scura. Aveva un petto molto bello, villoso, si lasciò cadere di schiena sul letto. La micia dai capelli lunghi, lucidi e neri, stava cercando di frugare in mezzo ai box con la bocca, fece uscire il pene dell’uomo mezzo eretto. L’atmosfera era carica di eccitazione, stupito di trovarmi là a curiosare l’intimità altrui mi domandai che fare.
    
    L’uomo si rizzò sulla schiena molto divertito e liberò la felina che stava avvinghiata al suo sesso da un inutile reggiseno; le scesero, del giusto, due dolci seni con i capezzoli inturgiditi dalle mani esperte dell’uomo, che le palpò la schiena fino a giungere con le dita ai glutei rotondeggianti.
    
    Poi, l’uomo le fece cenno di sollevarsi in piedi e potei ammirare la ...
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