1. Mohammed (prima parte)


    Data: 16/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: chupar

    ... pre-liquido seminale era najas, impuro, e che quindi mai lo avrebbe baciato di nuovo.
    
    Impuro o no, mentre quello parlava, lo poppai ancora con più energia. Dandomi del pédéraste, l’uomo cominciò a scoparmi in bocca e io lo lasciai fare a piacimento. Dopo poco, provò a sfilarsi, tirandomi per i capelli. Io iniziai a massaggiargli i testicoli, arrivando a infilargli la punta dell’indice nel buco posteriore. Mohammed farfugliò - “Chienne…”- ma, in sostanza, quell’ultima mossa l’aveva mandato completamente fuori di testa. Tenendomi la testa, diede un colpo di reni e spinse profondamente quell’affare enorme su per la mia gola. Strabuzzai gli occhi e soffocai. Lui cominciò a pomparmi con forza la bocca e i miei occhi si riempirono di lacrime per la mancanza d'aria. Respiravo quando potevo e sbavavo per via del suo cazzo che scopava la mia gola. Senza toccarmi, sborrai nei miei pinocchietti di jeans. Non mi mossi più e, a quel punto, afferrandogli istintivamente le cosce, aspettai che sborrasse in me. “Sì, brava puttana!” - mi disse - “Così si fa.” Poi mi afferrò i capelli e tirò indietro la testa fissando la mia patta bagnata. “Ma non ti deve piacere. Le puttane non godono!” Quindi, diede gli ultimi colpi sempre più energici e spasmodici, mentre eruttava un fiume di sperma bollente dentro la mia bocca. Me la riempì poi mi tolse l’uccello di bocca per colpirmi un paio di vote in faccia e imbrattarmi.
    
    Guardandolo negli occhi a bocca ricolma, gli chiesi – per come potevo - ...
    ... dove sputare.
    
    - “Fammi vedere!”
    
    Aprii la bocca, per fargli ammirare il suo liquido seminale che la riempiva.
    
    - “Ingoia!”
    
    Feci cenno di no. Quello mi tappò il naso e io l’ingoiai per poi riaprire la bocca priva di ossigeno e vuota. Sicuro di sé, ancora duro, lucido, ricoperto di sperma e di saliva. Con l’aria di chi sa di averti in pugno, mi spinse in basso e io finii di pulirgli perfettamente il cazzone e il forellino dalle ultime gocce.
    
    Uscimmo dall’auto. Lo rividi dominante, più alto di me di almeno venti centimetri, con i suoi muscoli ben definiti che sembravano esplodere nella sua maglietta aderente.
    
    - “Non mi piace come mi tratti.”
    
    Mi fissò con i suoi occhi neri e mi sorrise ironico e mi fece un cenno con la testa a indicare la mia patta macchiata. Mi circondò con i suoi avambracci grandi, muscolosi, mi strinse scherzosamente tra le grandi braccia forti e possenti, quasi a farmi capire che tra uomini si poteva fare di tutto senza doversi vergognare. Quel caldo abbraccio mi fece andare su di giri. Mi sussurrò che una moglie era un essere caro a Dio, in quanto donna, e che andava trattata con dolcezza. Lui aveva avuto tolleranza e persino compassione per le mestruazioni, la gravidanza e il parto della moglie, ma che ora cercava una femmina: “Vuoi essere la mia femme?”
    
    - “Non sono una donna.”
    
    - “Ma jo non voglio une donna…mais una femmina!” Il sesso anale non era proprio haram, illecito, per loro, ma per farlo come piaceva a lui era meglio un ...