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Il sarto
Data: 22/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Asseffect
Dovendo partecipare ad un matrimonio in primavera ho la necessità di avere un abito. Dopo aver girato vari negozi e averne provato qualcuno addosso, ma non essendo soddisfatto, decido di rivolgermi ad un sarto, in modo da avere qualcosa di fatto su misura. Chiedendo un pò intorno vengo indirizzato in un paesino vicino al lago, e dopo essermi accordato col sarto per l'appuntamento mi organizzo di conseguenza. Arrivato il giorno mi faccio una doccia, mi metto il mio profumo e vestito in modo abbastanza elegante mi dirigo nella bottega. Suonando il campanello mi apre la porta un signore, probabilmente sulla sessantina. Viso glabro, capelli grigi abbastanza folti ed un po arruffati, occhiali molto spessi dietro cui si nascondono due occhi azzurri e un sorriso molto cordiale. Mi fa accomodare e si complimenta con lo stile, e davanti ad una tazzina di caffè mi chiede per cosa servirà l'abito. Gli spiego la situazione, sottolineando come, avendone provati in vari negozi, nessuno mi piaceva addosso. "Ci credo", mi dice interrompendomi, "con il fisico che ti ritrovi sarà difficile. Magari i pantaloni non saranno un grosso problema, ma la giacca e la camicia si. Ha le spalle molto larghe, sembri un giocatore di rugby!". Lo ringrazio: "Effettivamente il problema è proprio quello. A causa dello sport ho sviluppato molto il petto e le spalle, quindi anche cercare le camice normalmente è un impresa a volte". Mi chiede che sport faccio, (pesistica), e dopo ...
... essersi complimentato passiamo ancora un pò di tempo a parlare del tipo di abito che voglio. Dopo che si è fatto un idea abbastanza precisa mi chiede di poter prendere le misure iniziali. "Resta in mutande e maglietta, e mettiti davanti agli specchi in camerino, io prendo il metro ed arrivo". Mentre esce dalla stanza mi spoglio, restando in mutande visto che sotto la camicia non indossavo nulla. Gli spiego la situazione appena rientra. "Non preoccuparti, stai molto meglio così", mi risponde. Faccio finta di niente a quel commento, e guardo con interesse tramite gli specchi mentre comincia a prendermi le misure. Parte prima dalle caviglie, misurando la lunghezza e la larghezza delle gambe. Si complimenta per le cosce quando ci arriva, accarezzandole con le dita prima di prendere le misure. Le carezze sono la mia debolezza. Il pisello comincia a diventarmi barzotto. Passa alla misura del bacino, e col metro mi sfiora il pisello da sopra le mutande. Anche se è dietro di me grazie agli specchi sicuramente riesce a vedere la mia situazione. Passa a misurare il girovita, continuando a sengarsi le misure su un quadernetto, prima di passare al petto ed alle spalle. Oramai anche i capezzoli sono di pietra. Con una mano inizia ad accarezzarmi la schiena, mentre l'altra va sul pettorale sinistro, a titillarmi il capezzolo. "Adoro i ragazzi come te", mi sussurra avvicinandosi all'orecchio, "Vi vestite bene e vi tenente abbastanza in forma. Mi fate ...