1. Alessandra tra le vipere -5- Call Me


    Data: 22/01/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Alessandra V.

    ... quella voce bassa e sensuale… Cerco l’iphone tra le coperte. Speriamo non abbia il telefono spento. Apro la rubrica e la chiamo. Suona. Mi rendo conto che non ho neanche pensato a cosa dirle quando sento un: – Oi – con lo scazzo tipico di chi sta facendo il bucato. – Oi – le rispondo cercando di avere lo stesso tono. – Che fai a casa? – mi chiede mentre la sento masticare qualcosa – Non dovevi uscire a comprare il microonde? – Sì lo so, vado oggi pomeriggio… forse. – Forse? È successo qualcosa? – No è che non ho molta voglia di uscire. – Guarda che non ti fa bene mangiare toast tutti i giorni. Il pane tostato, se non accompagnato da verdure in umido, crea acidità di stomaco. Che può diventare gastrite. – Sì mamma. È incredibile come la sua relazione con l’eroina venga bilanciata da un’attenzione per l’alimentazione quasi da nutrizionista. Giovedì, in preda ad uno dei miei sbrani notturni, avevo preso una dozzina di nuggets di pollo da un fast food eccezionale giù a Santa Monica. Avevo lasciato il sacchetto a Jillian per andare a prendere le sigarette al distributore e quando ero tornata me li aveva completamente spogliati dall’impanatura: “Così fanno meno male”. Jill ha finito di mettere i panni sporchi in lavatrice e ha iniziato a raccontarmi di suo padre, del suo ultimo viaggio di lavoro in Cina e di un problema riguardo al visto che l’aveva bloccato dodici ore aeroporto di Shanghai ma in realtà io ho smesso di ascoltarla già da qualche minuto. O meglio, ho smesso di ...
    ... seguire il suo racconto e mi sto perdendo nel suono della sua voce. Con gli occhi chiusi e una mano tra le gambe sto immaginando la sua bocca qui accanto a me, che mi parla con quel tono basso e sicuro, quasi sprezzante nella sua inflessibilità. Plasmo la sua voce in frasi sconce, in parole torbide. La immagino mentre mi provoca, mi sfida, mi umilia. Jillian continua a parlare e io mi rendo conto che l’immaginazione non mi basta più, Dio quanto vorrei che mi insultasse davvero, che mi annientasse con le parole. E a quel punto, in barba totale al mio ateismo, la mia invocazione al cielo ottiene una incredibile, straordinaria, insperata risposta. Il suono di un cellulare interrompe Jill dal suo racconto – Scusa un attimo, mi suona l’altro telefono. Sento i suoi passi scalzi mentre va a rispondere. – Sì pronto? Dall’altro capo una donna dall’accento asiatico inizia a vomitare una raffica parole indistinte con un volume talmente squillante da arrivare quasi fino al mio orecchio. Jill la ferma dopo neanche cinque secondi. – No, non mi interessa nessuna offerta per vedere il baseball. A giudicare dal tono non sembra la prima volta che viene scocciata per cose di questo genere. – No, le ho già detto che non mi interessa… – le ripete – …ve l’ho detto ieri e l’altro ieri e la settimana scorsa… – si sta arrabbiando – …e tutte le altre centinaia di volte che mi avete chiamata per rompermi il cazzo con questa offerta del cazzo per vedere il baseball del cazzo. Anche la ragazza cinese ha alzato ...