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Le unghie rosse
Data: 24/01/2020, Categorie: Etero Autore: Kinglove
Avevo deciso di prendermi un anno di pausa dopo 12 anni come allenatore di volley femminile ma la telefonata quasi disperata di una mia ex allieva che mi chiedeva di allenare la sua squadra che era rimasta senza coach, mi fece cambiare idea.Il primo allenamento è sempre pieno di molta curiosità da parte delle ragazze di scoprire chi sarà la loro nuova guida e la mia difficoltà principale all'inizio era imparare il nome di 14 anni. Cercai le particolarità di ognuna per aiutarmi e di Miky mi colpì le sue unghie rosse. Le chiesi di tenerle almeno per i successivi 2 allenamenti e quello fu il primo di una lunga serie di messaggi con lei, messaggi che col tempo si riempivano di complicità e provocazioni. Il feeling con lei è nato subito ma nella mia attività ho sempre tenuto molto professionalità, anche perché perdere la testa davanti a diverse ragazze in tenuta pallavolistica, è assai facile.Finito un allenamento, mentre mi cambiavo nello spogliatoio, ricevetti un suo messaggio "vengo da te a cambiarmi", seguito poco dopo da uno "scherzo". Il primo messaggio mi provocò comunque una forte eccitazione e cominciai a guardare Miky con occhi differenti. Del resto lei era la più bella della squadra, con il suo 1.70 d'altezza, gli occhi verdi da cerbiatto, i capelli castani lisci, un'abbondante 4� di seno e una seconda di slip.Le provocazioni aumentavano e la invitai una sera a fare un giro insieme. Sapeva provocare, i tentativi di baciarla le labbra s'interrompevano ...
... all'ultimo istante con un suo rapido movimento di testa, così da ricevere il bacio sulla guancia mentre gli abbracci erano sostituiti da lei che appoggiava la testa sulle gambe per poi ritrarsi, provocando comunque un'eccitazione che la faceva sorridere, soddisfatta.Il primo bacio tardò comunque una settimana, furtivo, dopo averla accompagnata a casa. "ho baciato il mio allenatore" mi scrisse appena scesa dalla macchina. Mi aveva rapito, sapeva come far perdere la testa e comandava i tempi.Passate un paio di settimane, accettò il mio invito a fermarci in un parcheggio e si lasciò andare. Un bacio caldo, umido, condito dalle mie mani sul suo generoso seno. Abbassai la cerniera della giacca della tuta e tastai meglio quanto Madre natura le ha fornito. Perso in tutto questo, fui quasi sorpreso da una sua frase "non ti piaccio ?" e nel dire questo si abbassò i pantaloni e gli slip contemporaneamente. Il mio sguardo finì sulla sua lieve peluria e con le gambe che si aprirono. Andai a sentire il suo piacere e la scoprii già umida (simpatico il soprannome che un suo ex le diede e mi rilevò il giorno dopo). Il dito medio sfiorava delicatamente il suo clitoride mentre con l'altra mano tastavo il suo sodo sedere, accarezzando il buchino.Gemeva, ansimava e lo faceva sussurrando nel mio orecchio piccoli urletti......era bagnata, molto e il suo corpo si contraeva, quasi volutamente. Venne in poco tempo, sorridente."come hai fatto in così poco tempo ?" furono le sue ultime parole, prima che ...