1. La storia di Anna (CAP IX)


    Data: 25/01/2020, Categorie: Etero Autore: Pensionato

    ... coprirmi le gambe con la minuscola minigonna, più saliva dietro. Giovi prese la penna e scrisse qualcosa sul tovagliolo di carta: pensai di aver letto male ma no c'era scritto: “Allarga le gambe, fai vedere la figa e fra dieci minuti vai al cesso”. Capii dove voleva parare e, accidenti a me, cominciai a bagnarmi e quindi obbedii: allargai le cosce ; il più intraprendente dei presenti che erano sei, fece cadere ostentatamente la forchetta in terra e si chinò per raccoglierla, ma intanto guardava sotto il tavolo la mia figa e,per rendere la cosa più arrapante, mi passai lentamente la mano sulle grandi labbra; poi mi alzai e mi recai al bagno, eufemismo per indicare una zozza latrina con una turca tutta incrostata ed un pisciatoio giallo di urina. Immediatamente entrò l'intraprendente guardone di poco prima; si poteva dire che era un bell'uomo per il suo tipo: un omaccione alto quasi due metri, con un paio di jeans sdruciti e una maglietta unta, due mani che sembravano due pale. Lo accolsi con un sorriso da sottomessa e cominciai lentamente a sbottonarmi la camicetta, ma lui mi fermò e mi fece entrare nello stanzino della turca, chiuse la porta; c'era un odore indefinibile di escrementi e disinfettante che forse era l'unico atto di pseudo-pulizia del luogo. Mi fece appoggiare con le mani sul muro e da dietro una sua pala (mano) cominciò a strofinarmi con foga la figa; naturalmente mi bagnai immediatamente e ebbi il primo orgasmo su quella mano che si ritrasse e si insinuò nella ...
    ... mia bocca perché assaggiassi i miei umori (come se non li avessi mai sentiti...), nello stesso tempo sentii quello che pensai fosse il suo membro posizionarsi all'ingresso della mia figa, sostò un attimo e poi di botto mi trafisse, strappandomi un urlo di dolore-piacere, quanto era grosso!!! Cominciò a stantuffarmi come fosse impazzito, mentre le pale (mani) straziavano il mio seno ed i miei capezzoli sotto la camicetta, facendomi ansimare. Mi trovai ai gridare- Si dai , rompimi la figa, forza.- Ad un tratto si fermò rimanendo dentro di me e poi, piano piano, cominciò ad estrarlo portandosi dietro un altro immenso orgasmo : i mie umori, non trovando quell'enorme tappo, cominciarono a scendermi lungo le cosce; si accucciò e leccò il mio interno gambe sino a risalire al mio culo di cui umettò l'orifizio; considerate le dimensioni del suo cazzo,temevo quello che certamente voleva fare. Avevo la figa in fiamme e figuriamoci quindi il culo:- Dai, lo pregai- adesso rompimi il culo così quel porco di mio marito rimarrà a bocca asciutta, dai forza-. Non mi riconoscevo, ero diventata sboccata e pregavo uno sconosciuto di rompermi il culo ma...come mi ero evoluta; tu dirai: in meglio o in peggio? Boh! Comunque tornando a noi, l'energumeno non se lo fece ripetere ed in men che non si dica mi ritrovai senza fiato ed impalata su quel palo di carne che si muoveva senza sosta nelle mie viscere. Dopo poco mi scaricò dentro almeno un litro di sperma, che cominciò a colarmi nell'interno cosce; ...