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Doveva studiare
Data: 26/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano
... leone. Con un’ultima spinta sprofondò completamente la mazza fino a graffiare col pelo inguinale la delicata pelle del sederino e si fermò. “Allora? Che ne dici? Hai 27 centimetri di cazzo infilato in culo. Ti rendi conto di essere ormai sfondato? Sei o non sei una troia?” “Sììì… mi piace… sono una troia… una troiaaa” riuscì in qualche modo a farsi capire chiaramente mentre le lacrime gli solcavano il dolce volto. “Beh adesso devo però finire di sfasciarti per bene. Adesso sei il mio buco svuotapalle e ho bisogno solo di scaricarmi i coglioni. Non mi frega niente se ti fa male”. Prese a montarlo per almeno mezz’ora come una bestia e, tra i diversi grugniti, lo ricoprì di “sgualdrina, puttana, troia, zoccola, mignotta, baldracca, culattone, rottinculo, frocio schifoso”, eccetera. Intanto, il povero ragazzo era sballottato come una marionetta, tra il dolore ed il piacere, l’umiliazione assoluta e la pura goduria che lo faceva sbavare abbondantemente sul letto. Non capiva se si trovava in paradiso od all’inferno. Certo era su un altro pianeta. Stava perdendo la verginità nel modo più brutale che avesse mai sognato. Tre ruggiti, uno più forte dell’altro, accompagnarono gli schizzi di sborra che gli inondarono l’intestino e, quando l’uomo gli si accasciò addosso, anche lui si lasciò andare ad una sborrata paurosa, conscio di essere stato l’oggetto di piacere di un vero maschio, di essere pregno del suo succo virile. Incredibilmente quando gli sfilò di dentro il ...
... cazzo quello era ancora duro, lucido e viscido di umori e sperma e glielo piazzò davanti alla bocca, da cui tolse le mutande “Adesso puliscilo tutto, puttana. Tira fuori la lingua”. Obbedì immediatamente, come uno schiavo agli ordini del padrone. Così, mentre dal culo sfondato gli colava fuori un rivolo di crema bianca, in poco tempo, con leccate e succhiate, lo ripulì per bene, senza farsi troppi scrupoli igienici. Il maschio glielo piantò in gola fino a strozzarlo per due volte poi se lo prese in mano e si segò con forza. “Apri la bocca, troia, che ti riempio anche da davanti”. Aprì il più possibile, tirò fuori la lingua e così ricevette in pieno un primo denso schizzo. La cappella fece quindi il suo ingresso fermandosi subito dentro, così poté ricevere altri abbondanti schizzi che prontamente inghiottì. Solo degli ultimi, più sbrodolati che schizzati, ebbe modo di gustare il sapore deciso ed inconfondibile. Il membro gli si afflosciò lentamente tra le labbra. “Sai che per essere stata la tua prima volta sei stato veramente bravo? Si vede che ne avevi proprio voglia. Scusa se ti ho fatto male ma quando sono eccitato non riesco a controllarmi…” e gli accarezzò la testa con gratitudine “…e tu mi ecciti in modo particolare”, aggiunse. “Sì è stato molto doloroso. Mi fa male e mi sento il buco completamente aperto. Sento l’aria che entra”. Si toccò “Oddio ma è larghissimo!”. “Fai vedere… Eh sì, te l’ho proprio slabbrato. Ma sei giovane, si richiuderà presto… Così ...