-
Allo specchio
Data: 30/01/2020, Categorie: Etero Autore: NikoTenero
Caldo, afa e il condizionatore è rotto da chissà quanto tempo, ma a noi non importa perché, in fondo, ci piace girare per casa nudi per sorprendere l'altro e stuzzicarci, sedurci di continuo: è il nostro gioco. Siamo rientrati da poco e sono in cucina a prepararci un aperitivo, prima di uscire a cena con gli amici. Nei nostri calici preferiti, metto mezza bottiglietta di Campari, completo con lo spumante e aggiungo due cubetti di ghiaccio: due fette di arancia a completare l'opera. Soddisfatto vengo a cercarti. Non capisco dove sei, sembra esser sceso il silenzio in casa e il pavimento in legno attutisce ogni nostro passo. Giro un po' a vuoto, poi mi dirigo verso camera nostra passando davanti alla porta del bagno e lì, dalla porta mezza aperta, ti vedo. Nuda, bella come sempre, con i capelli avvolti in un asciugamano che ti stai spalmando la crema sulle gambe: che spettacolo. Allora non facendomi sentire, finisco di spalancare l'anta e mi appoggio ad uno stipite, con i bicchieri in mano, per ammirare quel collo sinuoso, che tante volte ho mordicchiato per accenderti come un fiammifero. Quelle spalle, a cui mi sono spesso appeso per spingermi con foga sempre più dentro te e esplodere con un grugnito insieme al tuo piacere. Quella schiena liscia e delicata, che ho stuzzicato quando vogliamo coccolarci dopo aver fatto l'amore. Quel sedere praticamente perfetto, sodo, che ti piace mettermi sotto il naso quando vuoi fare la birichina con me. Quelle forti gambe, che ...
... tante volte cingono la mia vita e mi stritolano quando all'apice del tuo piacere, godi. E quei piedi grandi, ma affusolati che tanto mi piacciono quando calzi le scarpe a spillo che ti ho regalato al nostro primo anniversario. Così immerso nella mia contemplazione, alzi lo sguardo e mi vedi attraverso lo specchio, che hai di fronte, e mi sorridi maliziosamente: “che gentile, avevo proprio sete”. Gentilezza per gentilezza, replico io. Allora riprendi il vasetto di crema dal lavabo in marmo, ne prendi una mezza manciata e cominci a spalmartela sulle spalle, sui seni, torace, ventre e cosce. Da prima è una scia continua, bianca, solcata dal tocco delle tue dita. Poi piano piano la fai assorbire con carezze languide, lente erotiche e il tuo piacere rinasce dal tuo ventre. Quanto mi piaci quando mi provochi in questa maniera. E lì, io sulla porta e tu davanti allo specchio, cominciamo, con gli sguardi, a studiarci. A chiederci tu l'aperitivo, io di continuare ad eccitarmi. Mi guardi negli occhi mentre ogni tanto ti cade l'occhio sul mio pene che, rigonfio di sangue, pulsa sempre più forte. Io che ti chiedo di masturbarti lì davanti a me. Allora allarghi un po' le gambe, piegandole un poco come nella posizione dell'abbraccio dell'albero, e cominci ad accarezzarti le cosce, mentre i tuoi bracci strizzano leggermente i tuoi seni facendoli risaltare ancora di più. Con una mano ti allarghi le grandi labbra e con l'altra cominci a stuzzicarti il clitoride, e il tuo respiro inizia ...