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Noia in stazione
Data: 14/02/2020, Categorie: Etero Autore: Giuto1
- Proprio oggi, con 'sto freddo, il treno doveva essere in ritardo di più di un'ora? Quel pensiero era fisso nella mia mente da oramai una quindicina di minuti, ovvero da quando ero arrivato in stazione e avevo avuto il piacere di constatare il ritardo "mostruoso" del treno che mi avrebbe portato in università. Ero seduto, oramai demoralizzato, su una panchina, armeggiando con Spotify e Facebook. Ingannare l'attesa era la mia missione in quel momento. Con la coda dell'occhio, ad un certo punto, vedo un ragazza che cammina con un'aria sconsolata, triste e cupa che vaga tra gli altri passeggeri, anche loro in attesa. Sui diciotto anni, figura magra ma con due seni che risaltano nonostante il, seppur leggero, giubbotto. Capelli neri lunghi, non raccolti, lisci e spumosi. Da qualche giorno, evidentemente, non se li lavava. Una bella bocca, con le labbra in carne, senza essere eccessive di un bel rosa. Ero abbastanza defilato, per abbassare il più possibile il rischio di un contatto con un'altra persona. Nonostante questo, vedo che la ragazza si avvicina verso di me. Evidentemente ha bisogno di qualcosa, penso. - Ciao - mi vedo costretto a togliere gli auricolari - scusa se ti disturbo. Non è che avresti dei soldi? Devo arrivare a dieci euro, ne ho tre... Una scena che si ripete spesso, ma mai con una ragazza così carina e così giovane come protagonista. A volte, quando ho moneta in tasca, la dono volentieri. Quel giorno sapevo di non ...
... averne. Nonostante questo, faccio comunque per prendere il portafoglio. - Vediamo cos'ho - Ti prego, mi salveresti la vita - Non esagerare, per così poco... - Quanti anni hai? Cerco di avviare un minimo di conversazione, per diminuire un po' l'imbarazzo. - Diciotto, quasi diciannove. - Cavolo, te ne avrei dati almeno due in meno. - Grazie, purtroppo avresti sbagliato La sbirciata conferma quello che già sapevo. - Mi spiace, ho solo un cinquanta euro - Grazie lo stesso... Si gira, con intenzionata ad andarsene. - Però - alzo lievemente la voce, per richiamare la sua attenzione - secondo me la tua bocca li vale! Non sapevo cosa mi fosse preso, la prima volta che ho un'uscita del genere. Evidentemente quel giorno ero particolarmente eccitato, e la ragazza mi piaceva, e non poco. - Scusa? Stai scherzando? - No. Ma se non vuoi fa niente, non sei certo obbligata. Io ho una cosa che tu vuoi, tu hai una cosa che mi piacerebbe provare. La ragazza si gira per andarsene, due passi e si blocca. - Ok, però una cosa veloce. Un pompino e null'altro! - Va bene, d'accordo. - Dove andiamo? - Questa è una piccola stazione in mezzo al nulla, qualcosa qui fuori lo troveremo. Detto, fatto. A duecento metri dalla stazione un piccolo angolo ben nascosto, dove non ci si può passare per caso e protetto da occhi indiscreti e di passaggio. Non sapevo come approcciare ora la ragazza, come e cosa fare. Per fortuna lei era più sveglia di me, e non ha ...