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Quel giorno con Moana ( una troia che legge Hume)
Data: 25/02/2020, Categorie: Etero Autore: FGL 79
Tratto da una storia vera. Sembrava un giorno come gli altri di quelli cioè, che passano con la monotonia della quotidianità. Ed invece quel giorno, esattamente il 19-11-1997, giorno del mio 18esimo compleanno, accadde qualcosa di veramente straordinario. Decisi di non andare a scuola e di organizzarmi un giorno tutto mio, con gli amici avrei festeggiato in estate, periodo in cui chi per ferie chi per altro, torna per poche settimane in paese. Cosi dopo una doccia, prendo i soldi che avevo da parte, vado in garage e decido di prendere la Volvo. Direzione negozi per fare spese. Odio i Centri Commerciali, e odio spostarmi a Lecce per fare shopping, decido quindi di fare un giro per i negozi del paese del quale sono cliente abitudinario. (Anche i proprietari dei negozi, sono clienti del mio locale). Prima tappa, tabacchino per comprare le sigarette. quel giorno decisi di non fumare ne i Garibaldi, ne la Pipa, ma di tornare a fumare le Marlboro rosse. In realtà, in auto avevo ancora un parchetto di Camel con solo due sigarette rimaste. Prendo la strada per il centro. La mattina in centro è meraviglioso, parcheggi liberi, negozi deserti proprio come piace a me. Saluto gli amici al Bar dell'Angolo, offro il primo giro. Scambio due chiacchiere con al signora del bar, saluto ed esco. Mentre mi avvio in pasticceria per ordinare la torta, il mio sguardo è attratto da una donna che sta passeggiando guardandosi in torno e chiedendo informazioni sui palazzi baronali in stile barocco che ...
... circondano la piazza del centro. E' bionda, portamento di classe, Giaccone di pelle, Ray Ban azzurri. Labbra rosse e un sorriso di quelli che ti invitano a fare pensieri erotici. Ad un tratto si volta e mi viene in contro:-Salve, posso chiederti una informazione?- Certo, dimmi pure-rispondo io.-Sto cercando l'hotel Astor, mi han detto che è da queste parti, ma non vedo insegne.- guarda, devi andare sull'altra piazza, se vuoi ti accompagno io, tanto devo passare da li. Possiamo fare la strada insieme- cosi, ci avviamo a piedi. Via Veneto aveva ancora molte serrande abbassate, erano quasi le 9. Ne approfittavo per fare da guida turistica, spiegavo la storia di Squinzano, come Vittorio Bodini ci descrisse e come, negli anni, non siamo mai cambiati. Cammin facendo ci troviamo all'ingresso dell'Hotel Astor, la invito ad entrare, e poi entro io. -Buongiorno, ho una prenotazione a nome di MOANA P.- Il portiere saluta prima lei, poi saluta me. Siamo paesani. -Stanza 25, la faccio accompagnare.-No, mi accompagna lui grazie. Cosi approfittiamo di conoscerci più a fondo.- Saliamo in stanza. In quelle stanze, tutti noi del posto, abbiamo consumato, scopate, avventure, scappatelle e anche nottate brave in cui non ci andava di tornare a casa. Appoggio la valigia sul letto, lei invece, si toglie il giaccone, le scarpe e mi chiede se ho voglia di bere qualcosa. Apro il frigobar e naturalmente la bottiglia di malvasia bianca era disponibile.-Bene, adoro il vino, poi se bevuto con un ragazzo ...