1. Vuoi fare l’amore con me?


    Data: 26/02/2020, Categorie: Etero Autore: Malena N

    È tutto così strano. Vederti qui, mezzo nudo e disteso, su questo letto che è il mio letto e che mi vede sempre godere sola. È notte fonda. Con un gesto irriflesso gli occhi si posano sulla sveglia che è sul mio comodino, parliamo da ore. Sembra tutto così lento, fermo, eppure il tempo è passato così veloce. Sorrido pensando a quanto siamo matti. Abbiamo sempre e necessariamente scopato con le luci accese. Come se non esistesse altro modo per guardarci bene in faccia e godere dei nostri corpi nudi. E allo stesso modo abbiamo fatto l’amore, scoperti, l’uno di fronte all’altra. E ora, che semplicemente chiacchieriamo, preferiamo il buio. L’unica luce, stavolta, è quella che ci arriva attraverso le fessure delle imposte. Ed è grazie a questa luce che intravedo il tuo viso. Che ci facciamo qui. In casa mia, fra le mie cose e fra queste quattro mura che sanno tutto di noi. È stato così naturale portarti qui e guardarmi intorno mentre infilavo la chiave nella serratura del portone. Non è la prima volta ma ogni volta è come se lo fosse. E sono calma anche se non dovresti essere qui dopo le cose che in continuazione ci siamo detti. Forse è per questo che parliamo e parliamo ancora. E sono calma anche se non sai quanto sto rischiando a giocare con il fuoco. Sono sola stanotte ma chi può dirlo. E se arrivasse ora? Se non lo sentissi salire di corsa le scale, presa come sono dalla tue suadenti parole? E se entrasse nella nostra stanza senza far rumore e ti trovasse qui, su questo letto ...
    ... che è anche il suo? E se mi leggesse in faccia ogni cosa e tutto finalmente gli diventasse chiaro? Questa intimità mi rende irrequieta e il tuo sguardo in penombra mi obbliga a non staccare gli occhi dai tuoi. Potrei fare quello che mi riesce meglio. Infilarmi due dita dentro e godere mentre mi guardi entrare e uscire dalla mia fica fradicia. Farti annusare la mia mano e fartela leccare per poi riscendere giù fra le cosce che terrei strette per allungare il piacere. Venire ansimando ad un palmo dal tuo naso, regalarti il mio viso stravolto insieme alle mutande sporche del mio orgasmo. Invece continuo ad ascoltarti e a parlare perché, nonostante la fottuta voglia, resterei qui ore ed ore ancora. A capire le tue ragioni e a vomitarti in faccia le mie. Solo che le parole stanno a zero perché quello che il mio corpo reclama se ne sbatte il cazzo delle nostre ragioni! Ed è questo che mi fa pensare che forse è inutile parlare. O forse è utile ma inutile di fronte a questa voglia che continua ad essere più forte di qualsiasi maledetto problema. Allungo una mano nella tua direzione. Sei nella solita posizione, la testa sul cuscino, le mani sotto. Cerco di toccarti ma ti ritrai senza la minima intenzione di tacere. Scendo giù e ti accarezzo la carne calda, poi ti afferro il cazzo infilando le dita tra il tuo corpo e il letto. Ti sposti leggermente sul lato perché possa prenderlo completamente in mano e impugnarlo. “Che vuoi fare?” Mi chiedi mettendo fine, finalmente, alle accuse che ...
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