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La gigantessa
Data: 26/02/2020, Categorie: interviste, Autore: Mr Gwyn
Erano seduti di fianco. La sala vuota, due sole persone fissavano i quadri esposti. Il calore delle luci era confortevole. Per ragioni diverse nessuno dei due aveva voglia di uscire. Così squadravano i dipinti di Mondrian cercandovi un'attinenza con la propria vita, qualcosa da condividere con quei tratti così geometrici, così esatti. Mancava un'ora alla chiusura della mostra. Lei si alzò prima di lui, era enorme. La sua lunghezza raggiungeva certamente i 190 centimetri, il peso – seppure con forme aggraziate – non poteva non essere una conseguenza della stazza. Lui rimase ad osservarla, spostando per un momento lo sguardo dai quadri a questo dipinto umano che si mostrava nella realtà. Aveva quell'aspetto tipico di chi, così grande, ha quasi imbarazzo nel muoversi e nel porsi, un sincero rincrescimento per quello che la natura ha donato con magnanimità, forse eccessiva. Le gambe robuste erano incerte nel passeggio, lo sguardo ben al di sotto dell'orizzonte naturale, un incedere decoroso eppure innaturale. Si alzò anche lui dalla panca di legno e la seguì. Scese la scala che conduceva all'esterno e la vide estrarre una cartina della città per orientarsi. Esitò, poi disse. - Posso aiutarla? Lei si girò sorpresa, chissà se per la domanda oppure per la statura di chi gliela porgeva. - Si grazie, credo di aver perso l'orientamento, disse in inglese. - Mi dica dove vuole andare e le indicherò la strada. - Volevo mangiare qualcosa prima di rientrare in albergo, ma non conosco ...
... ristoranti e non voglio qualcosa da turisti, disse risoluta. - Se mi permette, credo di avere quello che fa per lei. Il mio nome è Elia Neri. - Olivia Kettigh, mi fiderò di lei ma se rimarrò delusa non esiterò a dirglielo. - D'accordo Olivia. La cena fu leggera e squisita. Involtini di pollo ripieni di zucchine e arrotolati con una fetta di bacon, patate in padella, croccanti come croissant appena sfornati, vino bianco. - Aveva ragione. Disse Olivia. É un ottimo ristorante. - Sono felice le sia piaciuto. Rispose l'uomo. Cosa l'ha portata a Roma? Chiese subito dopo. - Usciamo da qui e passeggiamo, sarà più semplice spiegarglielo. La sera era fresca ma piacevole, s'incamminarono per vicoli segreti, ai più sconosciuti. - Sono a Roma per tutto questo. Disse Olivia alzando la mano destra e facendola roteare sulla testa. E anche perchè sto cercando Dio ed ho pensato che venire nel centro della cristianità mi avrebbe aiutato a trovarlo. - Come è andata la sua ricerca? Chiese Elia Neri. - Male. Non l'ho trovato da nessuna parte. Ci sono centinaia di chiese in questa città, grandi opere d'arte, nelle piazze e nei musei, ma di Dio neppure l'ombra. Il tono della sua voce era amareggiato. - La ricerca di Dio non ha regole, ognuno di noi può trovarlo nelle maniere più diverse. Disse Elia Neri. - Lei l'ha trovato? - Credo di si Olivia, ma continuo a pormi delle domande alle quali cerco di dare risposte ogni giorno. Arrivarono all'albergo di Olivia, Elia Neri entrò nella hall con lei e ...