1. Mai sfidare il barista


    Data: 28/03/2020, Categorie: Etero Autore: Kyle

    Era sempre così il martedì sera. Il piccolo bar in cui lavorava Claudio era deserto e l�orario di chiusura si avvicinava inesorabilmente. Claudio, un trentenne anonimo, pelato, con un filo di barba scura, ormai faceva quel lavoro da cinque anni. Francamente gli piaceva fare il barista in quel piccolo locale di un quartiere residenziale. La clientela era abbastanza varia, tra anziani che venivano a giocare a carte, muratori provenienti dai vicini cantieri, giovani in cerca di un aperitivo o impiegati stanchi.Per qualche strano motivo il martedì, dopo le 18, il bar si svuotava e rimaneva deserto fino all�ora di chiusura. Claudio aveva già preparato il locale. Aveva capovolto le sedie sui dieci tavolini, spazzato il pavimento e lucidato il bancone, doveva solo spegnere la luce, chiudere a chiave e andarsene a casa. Nell�attesa si era già fatto un panino e una birra, ma ben presto la noia prese il sopravvento, alla fine si chiuse nell�angusto bagno del bar per farsi una sega� Non era la prima volta, lo aveva già fatto in passato.Erano mesi che non batteva chiodo e aveva proprio voglia di svuotare le palle. Davanti alla tazza tirò fuori l�uccello dai pantaloni, un bel cazzo di sedici centimetri, gonfio e pieno di vene, il fedele arnese pendeva verso destra e la rossiccia cappella svettava sulla punta. Claudio fece scorrere la mano sul membro turgido godendosi le piacevoli sensazioni della masturbazione. Il piacere si stava lentamente diffondendo in tutto il corpo, con un senso di ...
    ... calore e di rilassatezza, si muoveva lento, con calma, concentrandosi sui cambiamenti del suo corpo e sui possibili rumori esterni. Il cazzo turgido scorreva tra le sue dita tozze quando sentì lo scampanellio della porta d�ingresso, con un�imprecazione infilò il cazzo nei jeans, si sciacquò le mani e velocemente si diresse verso il bancone.Seduta su di uno degli sgabelli alti del bancone c�era Nadia. Nadia aveva superato i quarant�anni, ma era ancora una bella donna, lavorando solo la mattina aveva scoperto di poter dedicare alcuni pomeriggi al sesso. Non era una prostituta, solo una donna vogliosa con una bella rete di conoscenti interessati a farla godere, spesso veniva al bar prima o dopo una visita ai suoi amichetti, come li chiamava lei, o anche solo per rilassarsi. Era capitato che rimorchiasse qualche avventore del bar, ma era un evento molto raro. Nel suo letto erano riusciti ad entrare solo un muratore ventenne albanese, ancora sporco di cemento, e un pensionato settantenne con più peli nel naso che capelli in testa.Claudio aveva raccolto qualche informazione su di lei, più per curiosità che per interesse carnale. Abitava lì vicino, divorziata, senza figli, ricca abbastanza da potersi godere la vita e con un lavoro ben remunerato. Dopo il divorzio aveva scoperto di saper ancora come far rizzare cazzi e si era dedicata al proprio piacere e a quello dei suoi amichetti, si era creata una piccola rete di uomini con cui poter scopare in tranquillità. Claudio aveva parlato ...
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