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Incontro al bar
Data: 31/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: mblanc61
Gli attivi sul mercato sono pochini e non bisogna lasciarseli sfuggire. Se ti piace prendere il cazzo e fai il possibile perché il desiderio venga soddisfatto, allora lo sai anche tu che il detto “ogni lasciata è persa” sembra fatto apposta per i passivi in caccia. Mi contatta un tipo con un nick che sembra francese ma in realtà sembra chiamarsi Giovanni, che non so quanti anni ha e qual è il suo aspetto, ma ha caricato foto del suo uccello piuttosto eloquenti. Accetta subito la mia proposta di incontrarci. Non è di Bologna ma ci abita da poco, così non è facile trovare un posto dove poterci incontrare: ci accordiamo per un bar in pieno centro che lui pare sappia dove si trova. Si tratta di un vecchio bar che fece fortuna negli anni 90 ma che oggi non lavora quasi più e per un appuntamento clandestino mi sembra un buon posto. Alle 17 io sono già lì, seduto ad un tavolino in fondo alla sala, con le spalle contro la parete e, con una birra davanti, scorro le foto di Tumblir. Spero che Giovanni non mi dia buca, ma non lo escludo affatto: questa situazione mi palleggia tra l’ansia di attendere invano e quella dell’incontro al buio. Di lui conosco solo l’altezza, il colore dei capelli e il nome. Dopo qualche minuto un quarantenne che corrisponde alla descrizione, varca la soglia e, passandomi a fianco, mi dà un’occhiata. Lui dovrebbe essere in grado di riconoscermi perché le mie foto che ho caricato sul sito sono solo velatamente mascherate. Va al bancone e ...
... ordina un caffè. Io non lo perdo di vista un attimo e noto che mi guarda ripetutamente. Il barista gli serve il caffè e se lo fa pagare, poi riprende ad asciugare dei bicchieri che sistema su un ripiano. Finito il caffè si gira verso di me e mi indica col dito: “Francesco?”. “Ciao!” rispondo io, come se fosse stato un vecchio amico che non vedevo da anni, “Come stai, vieni a sederti che ci beviamo qualcosa!” Quando siamo entrambi seduti allo stesso tavolino, anche lui con una birra davanti, cominciamo a chiacchierare apertamente. Forse ho trovato un cazzo da spolpare! Fosse vero! Dopo una mezz’ora, finita la birra, lui comincia a fremere perché deve andare a casa, come del resto anche io, ma riesco a convincerlo ad andare un attimo in bagno. La porta dei servizi è sulla nostra sinistra e lui mi precede; dopo mezzo minuto lo seguo ed oltrepasso la porta che mi immette nell’antibagno dove c’è solo un lavabo. Lui è oltre la porta successiva, nella toilette, ed io lo raggiungo rapidamente. Senza una parola mi inginocchio mentre lui già si slaccia i jeans, poi gli affondo la faccia nel pube cercandogli il cazzo da inghiottire. Lecco, succhio e sbavo come una cagna, col naso affondato nel pelo nero e la lampo che mi taglia le labbra. Dopo pochi secondi lui si scosta e si riveste senza lasciarmi neppure il tempo di rialzarmi. In un momento lui è già fuori dal bagno, mentre io mi attardo lavandomi le mani. Quando esco dalla porta incrocio lo sguardo del barista e di un ...