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L' ultima meta
Data: 02/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Spettro82
Eravamo restati solo io e lui nello spogliatoio. La partita era finita ormai da quasi un ora, e io me ne stavo seduto in disparte, come un appestato, aspettando che gli altri uscissero. Quindici giorni prima ero stato il primo giocatore professionista di Rugby del mio paese a fare outing, un vero shock per una paese dove la palla ovale e' quasi una religione. Lo guardavo, aveva solo un asciugamano legato in vita, a lui questa libertà era stata negata, lui era il capitano della nazionale, una bandiera per l'intero paese, non poteva dichiarare che gli piaceva il cazzo, sarebbe scoppiata una guerra civile. Venne verso di me, mi alzai lasciando cadere l'asciugamano e appoggiai le mi labbra sulle sue. Poi dopo un lungo bacio che pareva non avere mai termine la mia lingua incominciò a scendere sui suoi pettorali, baciavo gli addominali splendidamente definiti, su cui ogni cicatrice mi riportava alla mente una battaglia condotta assieme nel fango e nel sudore. L'odore del suo cazzo mi entrò nelle narici mentre me lo facevo scivolare tra le labbra, le sue cosce muscolose come tronchi d'albero avevano iniziato a mimare il movimento di una lenta scopata nella mia bocca. Per una volta i nostri cento chili di muscoli sarebbero stati usati per il nostro piacere e non per quello di una folla urlante sugli spalti. Mi tenne fermo, mentre mi scaricava in bocca, sentivo il cazzo pulsare mentre cercava nei coglioni gli ...
... ultimi schizzi di sperma da spruzzarmi dentro. Lo presi e lo trascinai sotto la doccia, accesi l'acqua calda al massimo in modo che i nostri corpi, simili a quelli di due gladiatori romani fossero completamente avvolti dal vapore, poi lentamente, posai le mani sui suoi glutei di marmo, aspettai che si appoggiasse al muro e gli piantai il cazzo nel corpo. La mia carne si muoveva lentamente nel suo corpo, ad ogni affondo i miei addominali sbattevano con violenza sui muscoli del suo sedere, mentre la mia asta entrava in lui piantandosi fino ai coglioni. Sapevamo tutti e due che sarebbe stata la mia ultima partita, motivi tecnici mi avevano detto, sapevamo entrambe che il motivo non era certo quello. Aumentavo il ritmo del l'inculata mentre leggevo gli spasmi di piacere dipinti dalle contrazioni della sua schiena poderosa. Gli sborrai in culo con un ruggito ringhiato tra i denti, come a volermi ribellare al nostro destino. Scivolò lentamente sotto di me pulendo con la lingua il seme dal mio cazzo e infilando avidamente la lingua nel mio culo. Chiusi gli occhi mentre i vapori e la sua bocca mi facevano sentire in paradiso. Gli passai le dita tra i capelli in una dolce ultima carezza mentre la sua bocca forzava delicatamente il mio orifizio. Quando uscimmo dallo spogliatoio era già buio, mi guardai indietro, lasciandomi alle spalle il passato, e tenendomi la mia anima, perché un gladiatore non può vivere nella ...