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Giochi interattivi (3)
Data: 05/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio
... continua a scavarmi lo sfintere. “Ti voglio! Sei pronto?”. “S… sì…”, singhiozzo. La falange sguscia fuori e viene sostituita dalla pressione del glande contro l’anellino, che voglioso si apre e accoglie quell’albicocca dura e pulsante. La inghiotte e aspira sempre più cazzo. “Sei… caldo… WOW!”, rantola lo stallone. “E così morbido!... E accogliente!...”. Le mie mani liberano le lenzuola e si aggrappano alla sua schiena. Scendono fino alle sue chiappe e le stringono con forza. Mi squarto e la nerchia sprofonda per intero nelle mie viscere. Il suo bacino comincia a ondeggiare. Mentre mi scopa, pomiciamo e ci accarezziamo. Poi, lui si appoggia sulle mani, si solleva e, guardandomi con complicità, inizia a pistonarmi il culo con sempre maggiore intensità. “Oh sì! Così! Così! MMMMMMMM!!!”, gemo sotto i suoi colpi. “Ti piace così, eh? Ti piace… uff!... così?”, mi chiede, premuroso. “S… sì…! Io godo così!”. “Sì lo sento che godi! Sei bellissimo mentre godi!”, aggiunge sorridendomi. Poi abbassa lo sguardo sui miei capezzoli e, vedendoli svettanti verso di lui, si precipita a succhiarne uno. Il mio busto si solleva, offrendogli completamente l’aureola che sta torturando. La morde e la tira. E per me è la fine e un brivido violento mi fa accapponare la pelle. “Tutto bene?”, mi chiede lui, preoccupato. “Oh sì!”, lo rassicuro. “Che ti succede? Stai… bruciando…!”. “S… sì… brucio di piacere…!”, e il mio sfintere si rilassa e la nerchia arriva a colpirmi la ...
... prostata. “Dai, girati ora! Voglio vedere bene il tuo culo!”, mi fa. Estrae la mazza dal mio corpo e mi dà una pacca su una chiappa. Mi metto a pecorina e gli regalo la visione delle mie terga tonde e burrose. “Wow! È favoloso!”, si complimenta lui. Si posiziona bene dietro di me e punta il cazzo nel mio solco. Spinge e ce l’ho di nuovo in corpo. “Voglio farti impazzire di godimento!”, mi sussurra, chinato sulla mia schiena. Quindi, si alza sui piedi e rimane accovacciato alle mie spalle, col suo palo di carne piantato nei miei intestini. Si appoggia con le mani ai miei lombari e inizia a cavalcarmi. Retto sui gomiti, tutto il sangue mi fluisce alla testa e mi scoppia il cervello. Mi porto una mano tra le cosce: sono inzuppate di umori. Incornicio il cazzo tra indice e medio e lo sento entrare ed uscire da me. Poi, con tre dita premo sul perineo e lo strofino forte, accentuando il mio piacere. Al tatto, avverto la forma della nerchia ogni volta che affonda nel mio sfintere. “No, non fare così!”, mi chiede lo stallone. Il massaggio e la pressione delle mie dita è troppo per lui. “Cambiamo di nuovo, che ne dici?”, e per la seconda volta mi priva della sua virilità. Si sdraia sul letto e col pollice si tiene la minchia dritta. “Siediti sopra dandomi le spalle!”, mi ordina. Io lo scavalco ed eseguo. Mi impalo e poi mi appoggio indietro sulle mani, tenendo le cosce divaricate. Una sua mano si insinua in mezzo alle mie gambe e con indice e anulare mi dilata la rosellina ...