1. Avercelo piccolo non è un problema


    Data: 18/04/2020, Categorie: Etero Autore: LittleJoseph

    Una mia collega diceva sempre: “avercelo piccolo non è un problema” ma poi aggiungeva “ è una vera e propria tragedia!” Io sorridevo facendo un cenno di intesa, come se io avessi un grosso affare fra le gambe.. Ma le sue parole, per me, erano una vera e propria pugnalata.. Perchè io sono uno di quegli uomini che lo hanno piccolo, ho un cazzo che a stento arriva a 14 centimetri e ,in quanto a spessore, non supera i tre centimetri e mezzo, volendo essere ottimisti.... Immagino quanti di voi lettori staranno ridendo adesso orgogliosi scoprendosi oltre queste misure e quante lettrici staranno facendo battute più o meno salaci, o meglio, più o meno stupide su questa mia disgrazia.. Ma sono certo che, invece, moltissimi lettori si trovano nelle mie condizioni...Quando ero appena adolescente e giocavamo a chi pisciava più lontano, io ero orgoglioso di avere il pisello più grosso di tutti i miei amici, in particolare il mio amichetto Antonio aveva un pisellino..ino...ino. Ma quell’estate i nostri corpi cambiarono, come si dice facemmo lo “sviluppo” e quando, all’inizio della scuola ci ritrovammo a fare quel gioco, scoprii che ad Antonio era venuto un pisello enorme mentre il mio, era cresciuto certo, ma era rimasto parecchio indietro nelle dimensioni.. Capii allora che ormai sarebbe stato meglio non mostrarlo troppo in giro e non partecipai più a “chi pisciava più lontano”. Ma a quel gioco ora se ne era aggiunto un altro, quello del “chi -arrivava- prima”.. ma io non vi partecipai ...
    ... mai. Avevo scoperto in quell’inverno la masturbazione, le “pippe” come i miei amici mi avevano detto che si dicesse..Un pomeriggio che ero solo in casa mi ritrovai a sfogliare il catalogo di mamma e mi soffermai a guardare tutte quelle donne in mutande. Mi venne duro che mi veniva duro come la pietra. Provai a toccarmi e scoprii che mi dava piacere ma mi faceva male il filetto sotto il glande, se provavo a tirare indietro la pelle del prepuzio ad un certo punto sentivo dolore. All’improvviso però il piacere divenne intensissimo e uno schizzo di sperma fuoriuscì dal mio cazzo. Una ,due, tre,quattro sborrate, il mio cazzo non finiva mai di schizzare. Sembrava colla, grumi solidi fra tanto liquido. Mi spaventai e pregai Gesù che facesse smettere quella cosa. Allora credevo in tutte le cose che le brave suorine del convento vicino mi avevano messo in testa.. Inoltre mi facevano male le gambe, un dolore fortissimo che mi fece stendere sul pavimento di mattoni.. Avevo paura che tornasse mia madre, che mi trovasse steso a terra in quel mare di sperma che ero riuscito ad eiaculare e che imbrattava il rosso, lucido, pavimento di mattoni verniciati al quale lei teneva tanto. Questa fu la mia prima pippa.. Allucinante.. Ma una volta conosciuto il piacere farsi le pippe divenne un bisogno quotidiano, almeno in questo ero nella normalità, ma allora non lo sapevo. Ma una ulteriore brutta faccenda giunse a farmi capire che ero “sottosviluppato”..un giorno il falegname che lavorava sotto casa ...
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