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La vita vissuta in un attimo, in equilibrio sulla
Data: 23/04/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Hardcore, Sesso di Gruppo Autore: antonio_rosita
... labbra allargarsi a dismisura per poterlo contenere tutto. Il pompino che mi stava facendo mi resi conto che in quelle condizioni non avrebbe potuto durare a lungo e cercai, a quel punto, di fermarla o almeno rallentare la sua azione, ma Marisa allontanò decisa la mia mano continuando imperterrita nella sua opera di succhiamento. La sua saliva colava copiosa lungo l’asta ferrea che era diventata lucidissima e scorreva senza fatica fra quelle labbra vermiglie, quindi, subito dopo, sentii la sborra risalire veloce verso la punta del cazzo; non feci tempo a fermarla (forse neppure lo volevo a quel punto) e la scaricai del tutto in quella bocca calda e desiderosa. Nonostante il potente primo getto e i successivi, Marisa non fece una piega continuando a scorrere con le labbra sul “nervo” ingrossato all’inverosimile e contemporaneamente deglutendo l’abbondante liquido che le riempiva la bocca. La sua azione rallentò, fino a fermarsi con ancora tutto il cazzo in bocca, quando si rese conto che “non ne avevo più”, quindi si staccò dando un ultimo colpo di lingua alla cappella ancora pulsante per raccogliere le ultime gocce di sborra rimaste. A questo punto la feci sollevare e ,presale il viso fra le mani, la baciai ardentemente gustando anch’io il sapore della mia sborra di cui la sua bocca era pregna. Ci rotolammo avvinghiati sul letto senza dire nulla (erano i nostri corpi a parlare per noi), baciandoci e toccandoci a vicenda, fino ad abbandonarci ,appagati, sulle lenzuola ...
... profumate. Restammo senza parlare per alcuni minuti, poi guardandoci le dissi: “Era da sempre che avrei voluto averti, fin da quando ero ragazzino. Sei sempre stata il mio desiderio segreto”, al che Marisa replicò:” Ma dai. Cosa dici, con tutte le ragazze che ti sei fatto, figurati se pensavi a me”. Allora le spiegai tutto quello che da ragazzo, io e miei amici, pensavamo di lei, delle seghe che mi ero fatto pensandola per finire su tutte le storie che mi ero inventato su di lei. Marisa rimase allibita, mai avrebbe pensato di essere stata oggetto di tanti pensieri e di tante seghe da parte di noi ragazzi e, sotto sotto, mi resi conto che ne fu lusingata. Quindi mi confermò che la storia di quell’amico, suo vicino di casa, che l’aveva vista nuda era inventata (si era escogitato tutto per essere invidiato da noi, ecco perché non ci aveva mai invitato a casa sua ) poiché le sue finestre non erano accessibili alla vista da nessuno.A quel punto fu d’obbligo spostare il discorso sull’ “E Adesso?” riguardo a noi; le feci intendere che avrei desiderato moltissimo frequentarla ancora (avrei dovuto dire “scoparla”, ma mi sembrò più fine esprimermi così), quando avesse voluto, compatibilmente con i suoi impegni e i miei (il solito ragionamento trito e ritrito fatto con tutte le altre), e pure lei mi sembrò dell’idea, anche perché, mi confermò non senza una punta di soddisfazione,: “Non tutte quelle della mia età si possono permettere uno stallone di almeno dieci/dodici anni più giovane, ...