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La vita vissuta in un attimo, in equilibrio sulla
Data: 23/04/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Hardcore, Sesso di Gruppo Autore: antonio_rosita
... però continuai ossessivamente a pensare alla lettera. Non solo, ma anche all'idea di recarmi alla casetta nel bosco per vedere chi fosse il misterioso cliente che mi desiderava così tanto. La cosa incredibile era che, proponendomi di vederci il giorno dopo, lo spasimante aveva addirittura azzeccato il mio giorno libero. Tutto ciò mi inquietava, ma una parte di me iniziava a considerare l'idea di non mancare all'appuntamento. Il mattino seguente mi svegliai più stanca che riposata, avevo dormito male a causa di quel chiodo fisso: chissà cosa sarebbe successo recandomi a quell'appuntamento! Anche la mattinata trascorse con il tormento, ero terrorizzata e stuzzicata al tempo stesso. Arrivarono le due e mezza del pomeriggio e decisi che fosse il caso di andare, in fondo che avevo da perdere? Sarebbe bastato tenermi pronta alla fuga e col cellulare a portata di mano, qualora si fosse trattato di uno psicopatico. Così, con le gambe leggermente tremanti di emozione, mi incamminai in direzione del bosco, i cui colori autunnali mi ricordarono ancora una volta l'addio dell'estate. Le foglie frusciavano allegramente al susseguirsi dei miei passi, mentre mi addentravo nell'oscura selva, le cui fronde erano violate qua e là dai raggi di un sole tiepido, in una sorta di penetrazione panica. Camminai per qualche minuto, finché non vidi comparire d'un tratto la vecchia casetta di legno dall'aspetto cadente, quello stesso rudere che guardavo con curiosità fin da bambina. Mi soffermai a ...
... scrutarla per un po', dopo di che mi rimisi in moto per raggiungerla, visto che ormai mancava poco alle tre. Non avevo visto nessuno arrivare, quindi se c'era qualcuno doveva già essere dentro. Raggiunsi il rudere semicoperto di edera scura e dopo aver sospirato profondamente bussai. Non si udiva il minimo rumore dall'interno della casa, mentre attendevo di vedere la porta aprirsi. In quel breve istante la mente mi si riempì di dubbi e paure. Cominciai a chiedermi che diavolo ci facessi lì e per quale motivo una persona bramosa di incontrarmi non mi potesse lasciare il suo numero di telefono, anziché propormi un incontro clandestino. Tornai sui miei passi, pronta a darmi alla fuga, quando sentii la porta alle mie spalle aprirsi con un cigolio. Mi voltai di s**tto, ma ancora non vidi nessuno sporgersi, così mi avvicinai di nuovo. Fu allora che sbucò dalla porta socchiusa il viso di una ragazza dalla pelle nera e dai lunghi capelli crespi che le ricadevano su una spalla nuda. “Oh, scusa”, dissi, completamente disorientata, “credevo ci fosse un'altra persona, scusa tanto, me ne vado”. Detto questo mi voltai e alzai i tacchi, ma non feci in tempo a fare più di tre passi che la ragazza mi rispose. “Sono io”, disse a voce bassa. Mi si gelò il sangue nelle vene. “Tu... mi hai scritto la lettera?”, chiesi, tornando a posare lo sguardo su di lei. “Si, non vuoi entrare?”, mi invitò. “Io... non lo so”, risposi, confusa ma sentendomi in qualche modo a mio agio. Mi avvicinai e finalmente la ...