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Rimpatriata
Data: 24/04/2020, Categorie: Etero Autore: erota
quando andavamo insieme a scuola ricordo che , tra la cricca di quelle cretine che amava prendermi in giro, vi era anche GIULIA, una vera troia, e quelli che ci erano stati affermavano della sua maestria a prenderlo in tutti e tre i buchi e cose cosi; quello che sapevo era che, ogni volta , la vedevo con un ragazzo diverso e meno male che aveva un anno meno di me!. tale avvenenza sembrava compensare quella che sembrava la sua stupidità... perche giulia, bel paio di tette, pareva essere una di quelle maggiorate che non usavano il cervello, ma del resto non credo che fosse quella la cosa che preferivano di lei; in ogni caso io ero tra quei pochi che non avevano fatto nulla con lei, anche se la curiosità di scoprire quanto fossero vere quelle voci si impadroniva di me; una volta ci andai vicino a scoprirlo quando quella maledetta, con la sua mano dalle dita affusolate, mi accarezzò il pacco, facendomelo diventare subito un bozzo... uno stupido scherzo che il mio arnese non prese per tale, tormentandomi per tutta la fine delle lezioni e il ritorno a casa; mi era diventato duro tre volte di seguito e per sfogarmi fui costretto a spararmi una mega sega. bastarda: se avesse avuto davvero voglia di me la mia verginita l'avrei persa con lei e non con la prof di ginnastica, come accadde tempo dopo, ma questa è un'altra storia. parlavo di GIULIA. la incontrai qualche anno dopo, ci eravami diplomati e io avevo iniziato l'università; lei, nel frattempo, aveva fatto carriera (inutile ...
... dire come) ma il cervello non era cambiato... fisicamente, però era diventata ancora piu bona! capelli neri e corti fino al collo, quelle tette sempre grosse; scarpe col tacco nere e un completo bianco, con pantaloni cosi attillati da esaltare le gambe e il culo l'incontro era stato casuale e dopo essercisi salutati prendemmo un caffe, parlando del piu e del meno e di come lei fosse sempre in viaggio, tan'è vero che la vidi con un trolley. l'accompagnai a casa, dove mise il trolley da una parte e andò in camera da letto chiamandomi; andai, allora, da lei mi disse di avere le spalle indolenzite per il lungo viaggio che aveva fatto e voleva un massaggio; inizialmente provai fastidio perche credeva fossi un suo lacche... poi , vedendo che si tolse la maglia e qui fui indeciso di credere se fosse cretina a spogliarsi davanti a un estraneo, se avesse voglia di trombare o se pensava che non mi sarei approfittato di lei... comunque non fui piu arrabbiato e mi misi sopra di lei iniziando a massaggiarla. sentii al tatto quella pelle morbida e calda e lei che si stava rilassando... audacemente aprii il gancio del reggiseno per lavorare meglio e GIULIA non obbiettò, confidando sul fatto che non avrei avuto altre intenzioni. mi chiese di andare piu in basso e allora le massagiai il culo e le gambe; avrei voluto sfilarle i pantaloni ma non credo che sarebbe stata contenta, invece rimasi sorpreso quando vidi che lo fece lei stessa, rimanendo in mutandine bianche, che contrastavano con la sua ...