1. Esci? Vengo fuori anche io!


    Data: 24/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Simone Turner

    ... le labbra. La sua asta sussultò fra le gambe e io mi rilassai per la prima volta da quando eravamo entrati nella sua stanza. «Vieni sul letto.» Mi disse. «Non stare seduto. Mettiti in ginocchio qui sopra, ti voglio scopare la bocca. Mi eccita.» Obbedii senza fiatare. Ripresi in mano il suo membro e riiniziai a succhiare da dove mi ero interrotto. In bocca riuscivo a trattenerne a stento l'enorme sommità e pochi centimetri di asta turgida. Il mio lavoro gli piaceva, perché lo sentii ansimare e sentii le sue anche muoversi al ritmo del mio succhiare. Con la lingua lavoravo il frenulo, e mi godevo le gocce di liquido che gli colavano dalla fessura al centro e si mischiavano con la mia saliva. Dopo diversi minuti mi interruppe, togliendomi l’asta dalla bocca. «Riesci a prenderlo tutto, fino in gola?» Mi chiese. «Non lo so... Posso provare.» Risposi sorridendo. Ma con quelle dimensione non ero certo di riuscire. Aprii completamente la bocca, mentre lo tenevo in mano. Spinsi la testa verso il corpo di Simone, lentamente. Sentii il glande arrivarmi in gola. Ora iniziava il difficile, cercai di reprimere il riflesso faringeo. Ma non ci riuscii. Lo succhiai per qualche istante e ci riprovai. Di nuovo il riflesso. Cercai di resistere con tutto me stesso, rilassando quanto più potevo i muscoli della gola. Sentii l’asta di Simone scivolarmi dentro lentamente, e ad un tratto mi ritrovai con il naso e le labbra appiccicati al suo basso ventre sodo e completamente imperlato di sudore. ...
    ... Avevo più di venti centimetri della carne di Simone dentro di me. Cercai di tenere il più possibile la gola in linea con la bocca, ma comunque non era facile, e respirare sembrava quasi impossibile. «Non riesco a crederci! Non credevo che fosse possibile.» Disse lui estatico. Anche io trattenni una risata, e in effetti non avrei potuto fare altrimenti in quella situazione. Con le mani saldamente ancorate ai suoi glutei, iniziai a muovere lentamente la testa avanti e indietro, permettendo al glande di scorrermi in gola senza uscire. Testavo le mie possibilità, e in poco tempo presi fiducia. Feci uscire completamente la sua asta pulsante dalla mia bocca e deglutii la saliva che iniziava ad accumularsi. Un filamento di saliva pendeva dal suo glande, e subito mi adoperai a leccarlo via e ingoiarlo. Lo guardai in viso, era sorridente ed eccitato e questo mi compiaceva. Io non ero da meno, e il mio membro era diventato durissimo. «Puoi scoparmi la gola, se vuoi,» gli dissi sorridendo. «Solo fammelo riprendere fino in fondo, poi comincia e se senti che ti spingo via è perché ho bisogno d'aria.» Aggiunsi con tono divertito. «Va bene!» Disse contento. «Cercherò di non ucciderti!» Chiusi gli occhi e lo presi di nuovo in bocca. In pochi secondi riuscii di nuovo a inghiottirlo e mi ritrovai ancora con le labbra e il naso contro il suo basso ventre. Le mie mani cercarono ancora appiglio alle sue natiche così sode e lisce, mentre le sue mi afferrarono la testa. Mi teneva con sicurezza, i palmi ...
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