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E ci penso
Data: 27/04/2020, Categorie: Poesia, Autore: Gregorio Erizzo
E ci penso... a quel matto senso: il tatto. Serro gli occhi mentre mi tocchi. Assai tenera, quando nell'umido, bocca genera un lungo brivido. È per questo: occhi aperti appena appena; è il mio senso sesto, tu non l'avverti: ti vedo serena, dietro a cascata di bruni capelli, che tengon celata. È macchia d'acquerelli: Erba di prato sferzato con pigro andamento, da un tenue vento. Nessun controsenso. E ci penso... Peccaminoso? Per niente. È gioco amoroso. Semplicemente. Non so se amore sia o no, immane bugia. Sembrerò ardito, ma or vivo poesia, dov'è bandito quant'è melenso. E ci penso... Improvvisazione. Ti fai sinuosa e la suzione diventa impetuosa. Mordi il sodo. E ci penso... ed esplodo denso, con spasimo sgangherato. Me miserrimo scardinato. Ho aperto palpebre a scatto. È certo il compenso al senso del tatto. Quando finalmente immenso, il nostro sguardo. Vicendevolmente. Intenso. Ed io che tardo lo so, decifrando l'occhiata. E no, non ti senti frustrata. Dicono occhi tuoi furbetti. E in vero, tu non comprometti, son sincero, la tua tenerezza. Ti leggo certezza del reale assenso. E ci penso... Lo dico qui, ché non si può negare: ma più tuo di così quanto posso diventare? Matto senso! Sorridi, me ne compiacio. E ci penso... E mi dai un bacio.
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