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filippo - certe volte i sogni diventano realtà - 9
Data: 30/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: ennese80
Capitolo 9 La storia con Michele era proprio quello che mi serviva. Stavo bene con lui, parlavamo a lungo, il sesso andava alla grande, eravamo in perfetta sintonia. Eravamo giunti a metà settembre, le ultime due settimane e il lavoro al villaggio turistico sarebbe giunto al termine. Mi domandavo come sarebbe andata a finire con Michele, la distanza sarebbe stata inevitabilmente un problema ma avremmo trovato un sistema per farvi fronte. Eravamo a casa sua quel giorno, Marco e Salvatore erano fuori. Nudi nel letto ci stavamo baciando. Adoravo sentire i peli del suo petto a contatto col mio, i nostri cazzi duri si toccavano desiderosi di un contatto ancora più intenso col corpo dell’altro. Staccai le mie labbra dalle sue e feci roteare la lingua nel suo orecchio, adorava quando lo facevo ed il suo corpo che vibrava me ne diede un’ulteriore conferma. Scesi piano piano lungo il suo collo ed arrivai al suo petto. Mi tuffai su quel bel tappetino di peli, leccandolo e mordendo i suoi capezzoli. Gli presi la mano sinistra, gliela baciai e gli succhiai le dita. Iniziai con la lingua a percorrere le sue forme, l’avambraccio, il bicipite, l’incavo dell’ascella, l’omero, ritornai ai suoi pettorali, risucchiai i suoi capezzoli e scesi giù fino all’ombelico. Continuai a scendere, diedi un bacio al suo cazzo che svettava possente ma non era ancora il momento di dedicarmici e continuai a scendere. Leccai i suoi testicoli ed i muscoli delle cosce, i polpacci ed il tatuaggio ...
... con le stelle su quello destro, scesi ai piedi, li baciai, li leccai, succhiai le dita e poi ripresi a salire fino a tornare al suo cazzo. Ora era il momento di prendermene cura. Lo strinsi con la mano destra e lo guardai, le vene in evidenza e la cappella violacea. Leccai con avidità e poi lo accolsi in bocca. Avvicinai una mia mano al viso di Michele che mi succhiò due dita, le stesse che poi portai a cercare il suo buchino e a violarlo. Succhiavo il suo cazzo e nel mentre massaggiavo la sua prostata e questo doppio lavoro lo portò ben presto a venire. Bevvi ogni goccia del suo seme. Ci baciammo e fu poi la sua bocca a dedicarsi al mio cazzo. Avevo voglia di penetrarlo, con una carezza lo feci allontanare dal mio cazzo, capii cosa volevo e si mise a 90, gli allargai le natiche, leccai il suo buchino e poi il mio cazzo si fece strada in lui. Gli venni dentro e restammo parecchi minuti a baciarci. Ero stretto a lui, la mia testa adagiata sul suo morbido petto villoso. Ci guardavamo negli occhi e Michele mi disse “Ti amo”. Non riuscii a rispondere, non mi venne spontaneo ricambiare quelle parole, lo baciai solamente. Quella notte non riuscii a dormire, troppi pensieri affollavano la mia mente. Mi chiedevo perché non mi fosse venuto spontaneo rispondere al suo “Ti amo” in fondo stavo bene con Michele, era dolce, intelligente e c’era un’ottima sintonia sia a livello fisico che mentale. Non lo amavo e in quella notte senza riposo capii che non sarei riuscito ad ...