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Al matrimonio di tua cugina
Data: 01/05/2020, Categorie: Etero Autore: pollo_ollop
Odio i matrimoni, anzi odio i pranzi di matrimonio, avete presente quelli lunghissimi che tra una portata e l’altra ti dimentichi cosa hai mangiato prima? Quelli che ti siedi alle 13 e ti alzi alle 19 e dopo non sai se andare a letto o a mangiare una pizza. Intendiamoci a me piace mangiare e bere, ma alle 17 non mi va proprio la tagliata con le patate al forno. Ma poi i matrimoni dei parenti?! Quelli che la metà delle persone non le conosci e dell’altra metà o non te ne frega nulla o non ricordi più il nome. Non ci si potrebbe risparmiare questo frullamento di maroni?! NO bisogna esserci! "lo so quanto ti costa, ma è mia cugina non possiamo non andare!" Siamo rimasti da soli al tavolo, non mi ricordo se abbiamo mangiato il secondo o il terzo primo, mentre mi lamento con te per l’ennesima volta, tu non mi rispondi neppure, stai scrutando la sala. Ti guardo, sei bellissima, perfetta, niente di appariscente, trucco leggero, pettinatura sobria, anche il vestito è elegante ma non troppo, non riuscirò mai a capire come fai, ma il tuo essere “non troppo elegante” ti fa risultare la più elegante di tutte. Forse è il sorriso, la scelta del vestito, il portamento… boh... sono un uomo,per me è magia. Non lo ammetterai mai, ma ti stai divertendo, ti piace guardare come sono vestite le altre donne, prendi appunti mentalmente per le cose che ti piacciono, mentre critichi con me i vestiti o le acconciature esagerate, che non ti piacciono. “basta non ne posso più! Andiamo a fare una ...
... passeggiata di fuori!” “d’accordo, allora andiamo a fare una passeggiata verso la macchina, queste scarpe mi stanno stritolndo i piedi!” “perché? hai le scarpe di ricambio in macchina!?” “certo! Lo faccio sempre quando esco con delle scarpe nuove, soprattutto quando hanno i tacchi alti!” “l’ho sempre detto che siete una spanna avanti a noi! Allora andiamo, anzi parti, io ti seguo, mi fa impazzire come muovi il culo quando cammini con queste scarpe, mi piace trare una spanna dietro di te!” “scemo!” Ti seguo nello slalom tra i tavoli, saluti qualcuno ad ogni tavolo, sorridente ed allegra, mentre io ti seguo grugnendo, ho finito da tempo la mia dose di sorrisi di oggi. Finalmente fuori! Finalmente aria! Finalmente soli! Mi prendi la mano e ci incamminiamo lungo il vialetto che porta al parcheggio, verso la macchina. Non c’è nessuno in giro, l’unico rumore che si sente è quello della ghiaia sotto i nostri piedi. S’è il sole, si sta proprio bene. Mi fermo di scatto. “che c’è?” Ti tiro a me e ti bacio. Ti stringo forte, una mano dietro la nuca, l’altra sulle tue chiappe, tu fai lo stesso. Quando ti lascio mi guardi con dolcezza “questo perché?” “perché mi andava!” “anche a me” Arriviamo fino alla macchina camminando abbracciati, ti siedi al posto del passeggero. Ti togli le scarpe con soddisfazione e ti massaggi i piedi, ma ti fermo subito, quello è il mio lavoro. Sono in piedi fori dallo sportello, ti prendo un piede ed inizio a massaggiartelo, tu hai la gamba in alto e la gonna del ...