1. Assia


    Data: 04/05/2020, Categorie: Etero Autore: marchese

    ... chiede giusto del viaggio, se sono deluso da lei (le dico, in tutta sincerità, che ancora non so risponderle�) e intanto vedo che mi conduce verso il mare, verso una spiaggia�Non oso chiederle che programmi abbia, mi lascio guidare, ora sulla sabbia, verso degli scogli. Saranno le 17, non si vede un�anima in giro, solo in mare si vede qualche pescatore in barca. Lei ora mi conduce oer mano, stiamo camminando sugli scogli neri, verso il mare, sembra conoscere bene questo posto. Arrivati alla fine della scogliera c�&egrave un gruppo di scogli più basso, un angolo appartato tra Vesuvio e mare, un posto fantastico. Mi siedo, e lei si siede di fronte a me.Non parliamo, lei mi guarda e basta.Passa un minuto, credo, mi perdo in quegli occhi. E non mi accorgo che le sue mani stanno scorrendo sui bottoni della sua camicetta. I suoi occhi si abbassano, e mi guidano verso la camicetta ormai quasi del tutto aperta, e verso la scollatura più generosa che abbia mai visto. Oh cavolo, sono davvero enormi come diceva! Ancora non parliamo, ma il suo sguardo mi dice di avvicinarmi mi guida a pochi centimetri da lei.Ora mi prende le mani, e se le posa sui fianchi� come se eseguissi un numero certo ma mai provato, le mie mani scorrono da sole sulla sua schiena mentre continuo a sostenere il suo sguardo. Arrivo al reggiseno, e senza pensarci troppo lo slaccio. Assia mi aiuta, sfilando un braccio alla volta, anche dalla camicetta, che poi reinfila. Ecco, ora i suoi occhi mi dicono di abbassare il ...
    ... mio sguardo, e non vedevo l�ora: che spettacolo!Tonde, enormi: le areole dei capezzoli saranno grandi quanto un cd, penso, di un rosa chiaro ma netto. La pelle &egrave liscia, senza una smagliatura, nonostante l�evidente peso.- Ora toccami.Le mie mani fredde incontrano i suoi seni caldi. Il mio tocco &egrave leggero ma cerco di ricoprire tutta la superficie che posso, di raccogliere a piene mani tutto quel ben di dio. Adesso sono quei capezzoli grandi e turgidi ad attirare il mio sguardo, non vedo altro, non esiste altro, al mondo. Le barche, il sole alle nostre spalle, le centinaia di migliaia di anime che gravano su questo grande golfo di Napoli: sono al centro di questo universo, e mi sembra di stringere tra le mani il centro di questo universo.- Ora baciale � mi dice, - leccale - , insiste.Lo so, sembra un ardito ed improponibile parto della fantasia di un produttore di commedie americane. Ma sta succedendo a me, su questa spiaggia: una ragazza che conosco virtualmente da un giorno, e realmente da meno di 30 minuti, mi sta ordinando di leccarle le tette, le tette più belle mai viste prima. Ed &egrave solo l�inizio.Sto ancora lottando con il peso e la grandezza di quelle enormi delizie, che ecco che mi dice che vuole scopare. Qui? Sulla spiaggia? Di giorno?Proprio qui, adesso.Non aspetta un mio parere, si richiude la camicetta e mi prende la mano. Ci alziamo , e torniamo verso la sabbia, ma non verso la strada.Puntiamo verso una piccola duna, dove i pescatori hanno tirato ...