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Vero amore?
Data: 04/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: robydon
Quando decidi di scrivere lo fai perché è un’esigenza che avverti in quel momento. Non è facile raccontare cose che per tutta una vita ti sei portato dentro, i segreti sono tali perché non hai il coraggio di confessarli a nessuno. Quello che provo a scrivere sono le sensazioni di momenti particolari che hanno lasciato un segno tangibile nell’arco della mia vita. Anche se è durata poco, l’amicizia con Giulio è stata importante perché mi ha fatto capire come non bisogna mai fidarsi di nessuno. Dopo l’incontro nel bosco, Guido mi faceva pressione affinché entrassi nel suo retrobottega e soddisfare i suoi desideri. Cosa che non ho mai fatto perché tenevo molto alla mia privacy e non volevo che gli altri scoprissero questo legale. Restavo fuori dal negozio ed aspettavo che uscisse per chiacchierare. Certo che Guido mi piaceva, ma dovevo rimanere con i piedi per terra, soprattutto nel mio quartiere, guai se mi avessero scoperto. Anche Guido se ne era reso conto e quindi aveva cambiato atteggiamento e non mi provocava più quando eravamo al negozio. Il sabato sera quando lo salutavo mi dava i soldi per farmi divertire il fine settimana. Certo mi facevano comodo e quindi li accettavo di buon grado. Il lunedì mi chiedeva sempre come avevo trascorso il sabato sera e la domenica ed io gli raccontavo sempre tutto senza mai omettere niente. Poi ci fu la sera che senza mezzi termini mi disse che aveva una grande voglia di me e che voleva trascorrere una ...
... notte in mia compagnia. Cosa impossibile da fare perché i miei creavano problemi solo se rientro un poco più tardi la sera, figurati una notte non avrei mai potuto trovare una giustificazione. Se ne rese conto e mi propose di uscire con lui il lunedì successivo. Lui avrebbe tenuto il negozio chiuso ed io avrei detto ai miei che sarei andato a studiare con a casa di un mio compagno di scuola. Insiste tanto fino a quando non gli dissi di si. Erano le sedici di pomeriggio e sceso di casa ci incontrammo in una stradina solitaria. Salii in auto e ci dirigemmo verso il litorale. Guidò per diversi chilometri fino a fermarsi in un residence. Anche se chiuso, Guido scese dall’auto entrò dentro e dopo qualche minuto ritornò mettendo in modo l’auto dirigendosi verso il parcheggio isolato del residence. Mi fece scendere e percorrendo una scala secondaria mi porto in una stanza del residence. Avevo il cuore a mille dalla paura e non riuscivo a dirgli che non volevo, quindi lo segui. Chiuse la porta a chiave e abbracciandomi incominciò a baciarmi. Dopo qualche attimo di perplessità mi rilassai e incominciai a contra cambiarlo. Guido mi sbottonò la camicia me la tolse e mi fece distendere sul letto. Le sue labbra giocavano con i miei capezzoli e con la lingua leccava il mio corpo dalla pancia al collo. Avvertivo dei momenti che mi succhiava anche l’anima. Dopo un poco mi fece girare e le grandi mani mi accarezzavano tutta la schiene provocandomi ...