-
Federica 23
Data: 07/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Italy456987
... parlare con già entrambi i membri nelle mie mani. Tenere in mano quei bei cosi duri e caldi mi piaceva da morire, anche dopo una giornata assurda nella quale avevo fatto una scorpacciata di uccello incredibile. Intanto loro mi accarezzavano soprattutto sulle cosce e su quel poco di sedere che riuscivano a toccare vista la posizione. Io ero perfettamente a mio agio con le due verghe in mano e le scappellavo lentamente non finendo mai di apprezzare la bellezza di quei cosi caldi. E’ vero che li avevo scoperti solo da tre giorni ma in questi giorni ne avevo avuti tantissimi, eppure continuavano ad esercitare un’attrazione pazzesca e sentirmeli in mano mi procurava sempre un piacere dolcissimo. Mentre li accarezzavo, li divoravo con gli occhi, perché un’altra cosa che avevo capito di adorare, era vedere spuntare la cappella dalla pelle ogni volta che la tiravo verso il basso come se quella prugna rossa che appariva, mi sorprendesse ogni volta. Mi ero fissato adesso su quella di Emilio e, lentamente la forza di attrazione esercitata da quel glande oblungo mi stava portando verso di lui. Furono le mani di Luca a farmi rendere conto di quello che stavo facendo, perché nell’avvicinarmi a Emilio inclinandomi per raggiungere la cappella tanto desiderata, avevo sollevato una natica che Luca agguantò immediatamente strizzandola con forza come piaceva a lui (e a me). La mia bocca si aprì dal piacere e, visto che ormai era a pochi centimetri da quella cosa rossa ...
... che mi guardava con quell’occhio umido, tirai fuori la lingua e detti una leccatina a quella cosa così levigata. Non resistetti più di tre secondi e lo imboccai tutto infilandomelo fino in gola ma contemporaneamente roteando la lingua intorno all’asta liscia e dura come il marmo. “Aaahhh Federica ci sei nata col cazzo in bocca……..” Non so se eravamo in una strada buia o in pieno centro storico, io avevo quello che desideravo e non avrei smesso per niente al mondo; feci solo uno sforzo per dare un po’ di attenzioni all’altro uccello che avevo abbandonato, non volevo fargli capire che per quanto adorassi quello di Luca, quello di Emilio fosse il mio preferito. Quindi mi girai porgendo il culo a Emilio e le labbra a Luca. Il viaggio lo feci tutto così: alternando l’uccello dell’uno in bocca e le mani dell’altro sul culo. Ad un certo punto, mentre indugiavo un po’ più a lungo a giocare con la cappella di Emilio, sentii Luca fare un po’ di movimenti strani finchè……. “oooooohhhhhhhmmmmmpppphhh….Luca…..ooooohhhh” Era riuscito a entrarmi nel culo nonostante la posizione scomoda. “Se continui ad agitarmi il culo davanti lo sai cosa ti succede no?....” Io non mi lamentai di certo, gustandomi il mio pisello preferito mentre il mio primo uccello mi massaggiava le pareti dell’ano. Entrava con una facilità incredibile e il piacere che mi dava era sublime. Arrivammo nei garages del mio palazzo tutti nuovamente sull’orlo dell’orgasmo e allora , un po’ perché ...