1. L'amministratrice condominiale (prima parte)


    Data: 09/05/2020, Categorie: Etero Autore: pegasoduo

    ... chiudessero velocemente strette nel suo solito jeans.
    
    Il suo sguardo cercava di incontrare il mio ma, desisteva subito e notai che spesso la mano desta finiva sotto la scrivania e di mordeva il labbro.
    
    L'avevo fatta grossa, l'ennesima richiesta di dimissioni l'aveva sconvolta e forse il suo stato di moglie ora le imponeva di portare il tozzo di pane a casa.
    
    Pensai che non volesse perdere questa entrata e decisi di fare una proposta.
    
    Aggiornare la riunione e trovare una vera soluzione agli annosi problemi che aevvamo in quel condominio.
    
    Firmai il verbale e dopo un fugace saluto mi ritrovai fuori dal suo ufficio, felice di aver concluso quello strazio.
    
    Accesi una sigaretta per calmarmi ma, non era facile.
    
    Quella stronza mi aveva messo in uno stato di agitazione fuori dal comune, qualcuno direbbe che ero "incazzato nero".
    
    Sentii gli altri condomini uscire e ritornare alle loro casette, dalla loro mogliettina ma, io non ne avevo una gran voglia e fumando mi incamminai verso la mia auto.
    
    Arrivato li mi accorsi di non avere con me le chiavi e maledii la mia sbadataggine perchè questo significava ritornare in quell'ufficio.
    
    Seppur riottoso feci rientro presso l'ufficio e rientrandovi senza fami annunciare assistetti ad una scena che cambiò di molto i miei pensieri per la serata.
    
    Lei era ancora seduta alla sua scrivania dove avevamo svolto la nostra assemblea ed era assorta in una telefonata concitata con una persona che non poteva che essere il ...
    ... marito perchè, gli rimproverava di non essere all'altezza di portare a casa il pane e lei doveva sorbirsi questo lavoro che non le piaceva. Assistevo inerme a quella sfuriata dino a quando disse al marito al telefono che lui non la soddisfava nemmeno sessualmente e che se avesse potuto stasera l'avrebbe data ad un vero uomo, un uomo che sapeva anche maltrattarla ma che doveva essere sotto sotto un toro.
    
    Fece il mio nome...........
    
    Dentro di me, qualcosa scattò, sentii un'erezione tremenda e senza far rumore feci scattare la serratura dell'ufficio chiudendola a chiave.
    
    imprecò verso il marito al telefono e mentre stavo per annunciarmi, vidi una scena che non mi sarei mai aspettato.
    
    Indietreggiò sulla sedia mobile e scivolò un po' in avanti armeggiò con il bottone e la zip del jeans e la vidi mettere una mano tra le gambe, iniziai a sentirla sospirare e vidi che nella mano sinistra stringeva le mie chiavi.....
    
    Rimasi basito e capii che durante la riunione il mio modo di fare l'aveva aeecitata, mentre ci pensavo sentii chiaramente che mi chiamava mentre si masturbava.
    
    Fu così che senza rumore entrai nella stanza e arrivai alle sue spalle e prima che potess fare qualcosa, le mie mani si posarono in modo fermo sui suoi piccoli seni.
    
    Lei, spaventata e in qualche modo offesa cercò di divincolarsi ma, tenedola ferma con una mano, con l'altra continuai a stuzzicarle un capezzolo e a imporle di continuare.
    
    La situazione iniziò a piacermi e dai suoi gemiti e fremiti ...