1. La doccia


    Data: 11/05/2020, Categorie: Etero Autore: giadastefano

    ... poco.
    
    Mi fa voltare e finalmente riesco a vederlo bene, lo sguardo eccitato, i capelli pregni d'acqua appena portati indietro, la barba leggermente sfatta dopo la giornata di lavoro. Mi stringe a sé per i fianchi, mi bacia senza dir nulla. Ma presto sento una mano scendere verso la coscia, afferrarla. La solleva, mi fa arretrare un poco e subito capisco cosa vuole.
    
    Entra dentro scivolando senza difficoltà, mozzandomi il fiato. Lo sento sospirare di piacere e non si muove, godendosi la sensazione del mio calore, degli ultimi spasmi dell'orgasmo che stringono l'erezione. Gli cingo il collo con le braccia e lo bacio con dolcezza quando finalmente comincia a muoversi. Riesco a sentirlo completamente dentro di me e gli sussurro in un orecchio quanto ami questa sensazione, e in tutta risposta lui cambia ritmo. Si muove con più decisione, se possibile ancora più in profondità di prima.
    
    Mi domanda se mi piace e la mia risposta è un gemito e una supplica.
    
    Voglio che continui, voglio sentirlo ancora di più dentro di me, voglio ogni centimetro del mio corpo percorso da brividi di piacere.
    
    Mi stringe con forza, il suo corpo contro il mio, l'acqua calda che ricade principalmente su di lui e, Dio, come può renderlo ancora più bello?
    
    Andiamo avanti per quelli che sembrano pochi minuti ma non è così, già lo so.
    
    Morsi, baci, fronte contro fronte.
    
    «Sto per venire...»
    
    «Vienimi dentro, ti prego. Voglio sentirti».
    
    Mi stringe ...
    ... più forte, mi solleva un poco fino a mettermi in punta di piede, la gamba sinistra ancora in alto. Mi sento cadere ma c'è lui a reggermi.
    
    Diventa più brutale, mi conficca le unghie nella pelle e io non sono da meno. Mi sento urlare per il piacere e lo imploro di continuare così, lo supplico. Mi spingd la testa contro il muro nel baciarmi con forza e lo sento: mi viene dentro, mi riempie del suo seme e riesco a sentirlo fremere di piacere dentro di me. Amo questa sensazione, gli ultimi colpi lenti e la sua espressione.
    
    Lo bacio di nuovo, questa volta con dolcezza, mentre lascio che accompagni a terra la mia gamba.
    
    È rilassato, sorride e mi ritrovo subito sotto il getto bollente, stretta fra le sue braccia.
    
    «Buonasera».
    
    «Buonasera a lei».
    
    Mi lascio baciare il collo.
    
    «Da quanto mi stavi guardando?»
    
    «Cinque minuti abbondanti. Non volevo disturbarti».
    
    «Certo».
    
    «Va bene, forse mi stavo godendo la scena di te che ti tocchi sotto da doccia».
    
    «Sei un maniaco».
    
    «Io? Quella che stava gemendo eri tu».
    
    «E quello che non è riuscito a resistere e si è infilato dentro rischiando di farmi morire per lo spavento eri tu».
    
    «Ti è dispiaciuto?»
    
    Mi zittisco qualche istante. Non sopporto di dargliela sempre vinta. Però ha ragione.
    
    «Affatto».
    
    Sorride e mi bacia di nuovo, tornando però subito a godersi il getto.
    
    «Amo la doccia».
    
    «Lo so».
    
    «Stiamo ancora sotto un'oretta?»
    
    «Tutto il tempo che vuoi».. 
«12»