1. Appartamento al buio


    Data: 19/05/2020, Categorie: Etero Autore: Sacrofuoco

    ... mente.
    
    L'appartamento era in via di trasloco, lo stavano svuotando e avevano già staccato l'elettricità. Aperta la porta, dalla luce che entrava dalle finestre senza tende, si intravedevano oggetti e modibilio sparsi un pò ovunque, un divano pieno di scatoloni, la cucina in disordine e un paio di camere semivuote. Optammo per una cameretta che aveva quantomeno un materasso a terra e ci preparammo. Mise il lenzuolo e un piccolo cuscino che aveva portato e lo sistemammo sotto una finestra per avere luce. Io tirai fuori i miei accessori e accesi alcune candele.
    
    Parte 2
    
    Ormai avevamo raggiunto una discreta empatia, lo avevamo fatto almeno una decina di volte e vi era una buona complicità. Iniziammo a baciarci e toccarci rotolandoci sul materasso. Mi piaceva assaporare le sue labbra e la sua pelle, indagare il suo corpo. In breve i nostri corpi seminudi erano incastrati alla luce della luna che filtrava dal vetro sopra di noi e a quella vibrante delle candele. Il mio cazzo già si faceva notare nei boxer e la mia mano sentiva il calore umido sotto le sue mutandine. Eravamo eccitati. Mi staccai da lei e le dissi di aspettare. Girai per la casa finchè tra i molti oggetti trovai un bastone abbastanza lungo. Mi avvicinai da dietro e sollevandole la testa lo misi parallello alle sue braccia. Con delle fascette che avevo portato fissai con cura i suoi polsi alle estremità del bastone. Era mia, crocifissa e in preda al desiderio, attendeva le mie prossime mosse.
    
    Mi misi sopra ...
    ... di lei, strusciandomi contro il suo ventre la baciai lentamente, alternando le labbra, il collo, i lobi delle orecchie, il petto, i seni per poi concentrarmi sui tuoi capezzoli. Li senti irrigidirsi a turno tra le mie labbra finchè potei mordicchiarli. Poi mi sollevai e prendendoli entrambi tra le dita tirai, dolcemente e poi forte, osservandola contrarre il volto, stringere le labbra per quel leggero dolore che però la infuocava di eccitazione. Con le mani accarezzavo e palpavo tutto il suo corpo, dai seni alle cosce passando per i fianchi. Tornai su di lei per stimolarle ancora i capezzoli, ora più sensibili che mai. Il percorso delle mie labbra passò tra le tette e scese con piccoli baci fin quasi all'ombelico. Poi sul suo costato e con piccoli morsi, alla morbida carne sui fianchi. Ero ormai vicino alle sue mutandine rosa. Fremeva, ma era inerte, non poteva impedirmi di stuzzicarla e attuare la mia dolce tortura. La feci attendere ancora, ma quando non potevo più resistere le sfilai lentamente l'ultima stoffa che la copriva. in ginocchio tra le sue gambe ricominciai il lavoro dall'interno coscia, baci e piccoli morsi, osservando ogni suo fremito e movimento. Sapeva cosa stavo per fare e lo attendeva. Finalmente mi decisi ad arrivare lì, dove tutto il mio lavoro aveva dato i suoi frutti. Calda e bagnata, schiusa e desiderosa. Con la lingua assaporai tutto. Stimolai a lungo il suo clitoride prominente e turgido. I suoi respiri si trasformavano in gemiti e salivano di volume ...